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I coordinatori infermieristici come perno di un'assistenza di qualità? Lo studio

Ridurre e prevenire la perdita delle cure, gli errori di omissione e il razionamento inappropriato dell’assistenza, migliorando la qualità dell’ambiente di lavoro infermieristico.

E’ questa la sfida che si pongono la Prof.ssa Alvisa Palese ed il suo staff, alle prese con uno studio che stanno svolgendo presso l’Università degli studi di Udine in partnership con altri 3 paesi quali Cipro, Germania, Svizzera. La ricerca che si sviluppa nell’ambito di un progetto Erasmus+,  ha  l’obiettivo di rafforzare le competenze dei coordinatori infermieristici per prevenire e ridurre le missed nursing care, ed è rivolta ai coordinatori infermieristici, figure centrali per la sicurezza del paziente che necessitano di una vasta gamma di conoscenze e competenze, capaci di creare un ambiente di lavoro sicuro in cui le migliori pratiche di pianificazione e sviluppo delle risorse umane, leadership, tecniche di lavoro in squadra e gestione efficace dei cambiamenti, possano essere applicate.

Lo studio- il contesto

La tutela dei pazienti è un principio fondamentale della sicurezza sanitaria: malgrado la sua rilevanza, le evidenze suggeriscono che un significativo numero di persone subisce lesioni involontarie durante l’assistenza infermieristica. Tra le potenziali conseguenze sono state documentate: disabilità, aumento della durata degenza ospedaliera e, in alcuni casi, anche morte. È necessario intervenire supportando i coordinatori infermieristici e gli infermieri che rappresentano il più grande gruppo di operatori sanitari e svolgono un ruolo essenziale nella cura e sicurezza del paziente.

 

Strategie per prevenire le cure compromesse: uno studio qualitativo

Che cosa sono: denominate in altri paesi missed nursing care, unfinished care, tasks left undone, comprendono quelle cure infermieristiche necessarie ai pazienti ma che non sono state erogate o che sono erogate in ritardo.

Le ragioni di uno studio qualitativo: malgrado l’attenzione nell’ultimo decennio, non vi sono ancora interventi di provata efficacia per minimizzare o ridurre le cure compromesse che sono molto diffuse. Coinvolgere gli esperti per comprendere quali strategie attuano nella pratica per contrastare questo fenomeno, può fornire ai ricercatori nuovi insights.

Gli obiettivi e il disegno: è stato condotto uno studio qualitativo basato sull’approccio dei ‘positive deviance cases’ che ha fatto emergere i buoni esempi e/o le buone pratiche realizzate nella pratica clinica dagli infermieri coordinatori per prevenire/minimizzare le cure infermieristiche compromesse. Sono stati coinvolti 35 coordinatori e dirigenti infermieristici che lavoravano negli ospedali in Cipro, Germania, Italia e Svizzera.

Risultati transnazionali e nazionali: sono strategie percepite come efficaci:

❖ assicurare l’assistenza on un adeguato numero di personale e skill-mix di

competenze;

❖ presidiare la qualità delle performances infermieristiche monitorando i

processi assistenziali;

❖ coinvolgere gli infermieri nella discussione dei problemi relativi alla sicurezza

dei pazienti, nello sviluppo di una comunicazione efficace e costruttiva, e nella

presa di decisione condivisa;

❖ migliorare la documentazione infermieristica e il layout degli ospedali;

❖ stabilire un sistema integrato per la registrazione e la gestione del rischio

clinico e degli eventi avversi;

❖ promuovere una cultura della leadership e dare spazio agli infermieri che

 hanno posizioni di poter esprimere le loro competenze.

 

 lo studio 

 

 

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