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Marcella Gostinelli: lettera aperta ad Annalisa Silvestro

Daniele Carboccidi
Daniele Carbocci
Pubblicato il: 14/07/2014 vai ai commenti

Le interviste

Alla senatrice PD Annalisa Silvestro

Presidente della Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi

 

Cara Annalisa,

Ti scrivo questa lettera aperta, in modo che tutti possano leggerla, perché quello che si vuole ridurre a un fatto interno o peggio ad un fatto privato tra Te, l’Ipasvi e me, sia invece pubblico e discusso alla luce del sole, in modo che le coscienze delle persone del mondo infermieristico in tutte le loro espressioni, abbiano motivi per capire, riflettere, conoscere, determinarsi ed agire di conseguenza, ma con precisa cognizione dei fatti e delle reciproche posizioni.

E’ per parlare chiaro che ho messo da parte i formalismi ipocriti “dell’egregia collega”. Del resto quando tempo fa apprezzavi le cose che scrivevo sul Tuo conto i nostri rapporti erano tutt’altro che formali. Questa volta non mi hai risposto compiaciuta ma, come ho potuto constatare, hai preferito “contattarmi” indirettamente: Ti sei messa in contatto con il Presidente del mio collegio il quale, a fronte della Tua lettera, mi ha subito convocata d’urgenza.

Affinché adesso tutti possano capire bene la situazione attuale e quella che si sta profilando intendo andare per gradi e spiegare bene dapprima i fatti e poi far seguire, distinte, le considerazioni. In relazione a tali considerazioni TI CHIEDO UNA RISPOSTA PUBBLICA DETTAGLIATA PUNTO PER PUNTO. Ciò non certo per sottrarmi alle mie responsabilità – che infatti intendo assumermi per intero se ho sbagliato – ma perché anche gli altri facciano altrettanto e soprattutto perché si colga l’occasione di questa vicenda per riflettere tutti insieme su alcune importanti problematiche del mondo infermieristico e per apportare al sistema i necessari cambiamenti. Adesso, a mio parere, ne abbiamo davvero urgente necessità.

 

I FATTI

Premetto che non sono una persona che appartiene a un collegio (se non da pura iscritta) o a un sindacato e ho liberamente espresso un’ opinione complessiva come si ricava dal tenore dell’intervista.

L’INTERVISTA.

In una intervista pubblicata il 29.6.2014 sul sito web “Infermieristicamente” (Nursind) (Leggi l'intervista completa) ho risposto a questa precisa domanda della intervistatrice dott.ssa Chiara D’Angelo: “Sintetizza in tre parole quello che chiederesti ai collegi”.

Io ho detto che “CHIEDEREI DI SMETTERLA CON L’OMERTA’, I GIOCHETTI DICO NON DICO E DI PASSARE DI MANO A CHI SA COSA VUOLE E NON NE PUO’ PIU’. DIREI BASTA TUTELARE CHI DOVREBBE VERGOGNARSI DELLA PROPRIA INADEGUATEZZA E NON SERIETA’. Questa la mia risposta.


LA MIA CONVOCAZIONE DA PARTE DEL PRESIDENTE DEL COLLEGIO.

Subito dopo tale intervista sono stata convocata urgentemente dal Presidente del collegio Ipasvi al quale sono iscritta, Firenze, dott. Danilo Massai il quale mi ha mostrato una Tua lettera in riferimento alla mia intervista. Il dott. Massai, a fronte di tale Tua nota, mi ha chiesto una presa di posizione prospettandomi queste due diverse alternative: le scuse immediate verso i presidenti di collegio tutti o l’andare avanti per mio conto. In quest’ultimo caso la Tua lettera sembrava invitare, in modo surrettizio, il collegio provinciale ad aprire un procedimento disciplinare contro la sottoscritta.

 

LA TUA LETTERA INVIATA AL COLLEGIO IPASVI DI FIRENZE.

In essa, datata 2.7.2014, relativamente alla mia intervista affermi: “preso atto che l’omertà è “forma di solidarietà tra consociati, volta alla copertura di condotte delittuose, specialmente celando l’identità di chi ha commesso un reato o comunque tacendo circostanze utili alle indagini dell’autorità giudiziaria” si chiede a Codesto Collegio di convocare la propria iscritta affinché dia indicazioni circostanziate degli eventi/casi che la inducono a fare tale affermazione”.

 

LA MIA RISPOSTA DATA AD OGGI AL PRESIDENTE DEL COLLEGIO IPASVI DI FIRENZE.

Riflettendo sulle due alternative poste ho risposto al dott. Massai che, a mio parere, non ho nulla di cui scusarmi. Siccome risulta evidente che ho scelto la seconda strada (“andare avanti per mio conto”) sono in attesa di una eventuale contestazione disciplinare. Nel frattempo ho deciso di scrivere questa lettera aperta cosicché Tu, però, non Ti sottragga a rispondere alle critiche POLITICHE da me fatte al sistema che Tu rappresenti.

 

LE CONSIDERAZIONI. 

  1. Nell’intervista in questione HO SOLAMENTE MA LIBERAMENTE ESPRESSO UNA MIA OPINIONE PERSONALE, SEPPUR CRITICA, NEI CONFRONTI DELL’ATTUALE SISTEMA INFERMIERISTICO. Si tratta insomma di una critica generale “politica” alla attuale gestione del sistema infermieristico e non certo prettamente giuridica. Peraltro una critica espressa in forma esortativa (“chiederei di smetterla con l’omertà …”) formulata con un preciso spirito costruttivo: migliorare il sistema attuale correggendone gli errori e/o le storture. La libertà di espressione e di critica trova fondamento nell’art. 21 della nostra Costituzione; limitarla – ad esempio punendo chi formula delle semplici critiche come le mie - vorrebbe dire operare una vera e propria CENSURA nei confronti di chi esprime opinioni non allineate o comunque non gradite ai vertici e quindi proprio a Te, cara Presidente, come ben dimostra la Tua sollecita nota del 2.7.2014 scritta al mio Collegio. Io mi aspetto quindi da Te una risposta generale e “politica” alla mia critica e per avere la stessa non ho problema alcuno a specificare meglio le mie affermazioni. Però, nel rispetto dei principi democratici e per il bene dei collegi, auspico che questo chiarimento avvenga nell’ambito di un dibattito pubblico e non già solamente in quello di un procedimento disciplinare; la Tua autorevolezza di una volta, quella che come sai non ho mai esitato lealmente ad apprezzare , in tal caso, diventerebbe, secondo me, un imbarazzante autoritarismo.

  2. A mio parere, nel tentativo di eludere la problematica di fondo di cui alla critica politica da me espressa, estrapoli artificiosamente una parte della mia intervista, dai alla stessa una mera connotazione GIURIDICA (CHE NON HA), e trasformi la stessa in una accusa nei miei confronti. Da ciò ne segue che:


- nessuna risposta nel merito della vicenda viene data alle questioni poste dalla scrivente;

- il mio caso viene nel contempo dato come esempio: chi non si allinea viene punito. Questa la mia chiave di lettura. Forse sbagliata. Valutino gli altri. Nella Tua nota Ti soffermi infatti espressamente ed esclusivamente sulla questione della “omertà”. Ciò come per dire che io avrei accusato di un comportamento delittuoso e quindi forse di un reato i collegi. Da qui la citazione di cui alla Tua lettera; da qui la richiesta di chiarimenti che sottintende – a mio parere – non solo il procedimento disciplinare ma forse anche una denuncia nei miei confronti per qualche reato calunnia, diffamazione, non lo so. Questo è quanto mi sembra di ricavare dalla Tua nota. CERTO E’ CHE IO, LO RIPETO, HO MOSSO UNA CRITICA GENERALE E POLITICA AL SISTEMA E NON HO ACCUSATO DI UN REATO CHICCHESSIA. Ho usato il riferimento all’omertà non come significato originario del termine come Tu insinui bensì nel senso estensivo che è riconosciuto dai vocabolari della lingua italiana e per il quale si intende come omertà “quella solidarietà che, dettata da interessi pratici o di consorteria (oppure imposta da timore di rappresaglie), consiste nell’astenersi volutamente da accuse, denunce, testimonianze, o anche da qualsiasi giudizio nei confronti di una determinata persona o situazione http://www.treccani.it/vocabolario/omerta/. In questa accezione – da me evidenziata in grassetto - omertoso è, sono sempre i vocabolari a indicarcelo, sinonimo di reticente. Omertoso vuol dire quindi semplicemente opaco quindi poco trasparente. Questo è il senso della mia risposta alla intervista in questione; ciò ben si ricava dal testo della stessa; dall’intero suo contenuto.

  1. A questo punto intendo meglio spiegare questa critica da me mossa ed è su questi singoli punti che chiedo espressamente, la Tua risposta politica DA RENDERE PUBBLICA A TUTTI. E’ opaco e poco trasparente il comportamento di Ipasvi in tantissimi casi. Ne indico - senza alcun spirito polemico - solamente alcuni; quelli che io conosco ed a mio parere evidenti:

    a) E’ opaco essere in prima fila sulle competenze avanzate e scaricare sul sindacato il problema delle competenze arretrate cioè demansionanti.

    b) E’ opaco dichiarare come hai fatto recentemente che l’Ipasvi non è mai stata d’accordo per il costo zero e mantenere la firma su quell’accordo ministeriale in cui è scritto che le competenze avanzate sono a costo zero.

    c) 
    E’ opaco semplicemente non essere trasparenti. In questi anni gli enti e le aziende pubbliche sono dovute sottostare a una serie di misure legate alla trasparenza dei propri atti, a rendere conto ai propri cittadini e a tutta la collettività del proprio operato. Nel sito del comune della città dove io lavoro posso trovare tutte le delibere, la retribuzione di tutti i dirigenti, anche, di ogni singola posizione organizzativa e poi rimborsi spese, gettoni, consulenze ecc tutto è pubblicato. Come mai questo ancora non è avvenuto per i Collegi provinciali e la Federazione nazionale? Se sono enti pubblici, anche se non economici, rendi noto e spiega a tutti il Tuo reddito, la Tua posizione pensionistica e lavorativa, il Tuo essere in aspettativa, se ha dei contratti di consulenza aperti con qualcuno, il reddito del Tuo vicepresidente, del Tuo tesoriere, del Tuo segretario (di Federazione) dei restanti membri del Comitato centrale e, a caduta, di tutte le cariche dei collegi provinciali; a quanto ammontano i gettoni di presenza per il lavoro nelle commissioni, i rimborsi spesa e i vari benefit, quanto costano le collaborazioni? E a chi sono state affidate? Se gli infermieri fossero liberi di decidere, a fronte di siffatta situazione di totale opacità e mancanza di trasparenza, ritengo che i Collegi non avrebbero da parte degli iscritti un solo centesimo. Ti invito a presentare una proposta di legge per rinunciare al finanziamento garantito e accettare la libera iscrizione consensuale come per il sindacato.

    d) Invito Te per prima a essere trasparente e non opaca. Dalla tua dichiarazione dei redditi 2012 risulti titolare di un reddito di 221.000 euro (http://politici.openpolis.it/tax/pdf/686888_2013.pdf Clicca). All’epoca eri dirigente infermieristica dell’azienda sanitaria di Bologna per cui percepivi un reddito intorno agli 80-90 mila euro. I restanti redditi se non sono proventi privati sono per caso i compensi per la tua attività di presidente Ipasvi? Se così fosse vorrebbe dire che ricevevi almeno 10.000 euro mensili. E’ così o no? Ed ora che sei anche senatrice a quanto ammonta il tuo reddito?

    e) Il 14 agosto dovrebbe scattare, salvo rinvii, l’obbligatorietà per tutti i professionisti di avere una polizza di assicurazione. Gira in rete un documento, che allego (statuto promesa, Clicca), in cui tu risulti essere fondatrice di Promesa. E’ vero o no? Se tu cara Presidente non sei trasparente rendi opaco il sistema o almeno permetti che lo sia venendo meno ai tuoi doveri di garante.

    f) Il sistema elettorale dei collegi non prevede di tutelare la minoranza, la maggioranza governa senza opposizione, il seggio viene effettuato da una delle parti in causa, i revisori dei conti vengono eletti nella stessa “lista” del consiglio direttivo e così, a cascata, sulla Federazione nazionale. Questo orrendo sistema elettivo avviene soprattutto a causa dell’indifferenza degli iscritti causata dal loro disincanto nei confronti dell’opacità dell’ipasvi: spesso votano percentuali inferiori al 10%. Questo sistema va rivisto profondamente dando alla minoranza un ruolo effettivo. Ti invito a formulare proposte in questo senso.

 

Tu cara Annalisa sei in Federazione dal 1994 ed hai presentato un disegno di legge che propone agli infermieri il ricambio generazionale, ma quando ci sarà il ricambio generazionale ai vertici dell’ipasvi? Grazie al tuo doppio ruolo, a mio parere, hai portato l’ipasvi a essere, come dice il prof. Cavicchi nei suoi articoli, la cinghia di trasmissione del governo e delle regioni, le tue iniziative non disobbediscono mai all’idea di sostenibilità economica del governo eppure grazie a questa idea la categoria che rappresenti è in grande affanno. A mio parere sussiste un conflitto di interessi. E mi vien da pensare che vuoi colpire me solo perché sostengo che gli infermieri devono avere una loro autonoma progettualità per combattere le politiche sbagliate del governo. In questi ultimi tempi io vedo conflitti tra gli infermieri e l’ipasvi, tra ipasvi e sindacati, tra collegi ipasvi e collegi ipasvi, tra intellettuali e ipasvi mentre non vedo mai conflitti con il ministero della salute, con le regioni e con il governo nel suo complesso. La vera novità, che probabilmente ti preoccupa più di ogni altra cosa, è la crescita e l’estensione di un dissenso che non potrà certo essere soffocato con dei provvedimenti disciplinari. Le persone stanno prendendo coscienza della loro condizione, e con chiunque io parli mi accorgo che dal raffronto che fanno tra i loro problemi e le loro rappresentanze, viene fuori un bisogno insopprimibile di rinnovamento, di progetto e di azione collettiva. E’ un grave danno per la professione che vuole evolvere, rompere con un pensiero riformatore, è un grave errore ridurre al silenzio la parte critica della professione e/o degli intellettuali anche non infermieri, che inizialmente avevano messo in crisi anche me, ma che oggi molti infermieri ringraziano, nel ridicolo tentativo di mettere la museruola al mondo. Questa l’opacità, l’assoluta mancanza di trasparenza che io vedo nel sistema. E sono solo alcuni casi.

 

Trovo, infine, curioso che rispondendo a una intervista, manifestando la mia opinione sul sito di un sindacato rappresentativo, il Nursind, debba giustificare a chichessia le mie opinioni. Mi viene lecita una domanda: sono state le mie opinioni a farTi scrivere la lettera al presidente di Firenze o il sito sindacale dove le ho espresse? In questo caso si minerebbe l’agibilità sindacale, di una importante sigla, anche questa costituzionalmente tutelata. Voglio anche che Tu sappia che questa lettera aperta è resa possibile dall’impegno prezioso di Nursind che desidero non solo ringraziare per il sostegno datomi, ma anche incoraggiare ad andare avanti senza paura.

 

Certa della Tua pronta risposta porgo i miei saluti.

 

Marcella Gostinelli

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