Era il 2011 quando in Puglia, a Bari, venne realizzato l'unico corso regionale per “INFERMIERE QUALIFICATO AL SOCCORSO SANITARIO IN MARE (Nurse Qualified in Water Rescue Special CivilProtectionHealt Operations Training Course)", per estendere il servizio di 118 alle acque marine territoriali, secondo protocolli allora da definirsi tra le autorità competenti (Regione, ASL e Capitaneria di Porto in primis).

Oggi, a 5 anni di distanza, di quei protocolli ancora non c'è traccia, e il Nursind scrive alla Regione, ai vertici sanitari della provincia per sollecitare la conclusione di quel percorso, al fine di garantire ai cittadini baresi il soccorso sanitario in mare, così come accade nelle altre provincie pugliesi.

"La salute dei nostri cittadini non può essere affidata alla sorte, individuata nel fatto che, nel momento di maggior bisogno di assistenza ci si possa trovare nella provincia o regione sbagliata non coperta da assistenza sanitaria 118 in mare", scrive nicoal Azzizzi, segretario provinciale Nursind, appoggiando le richieste e le sollecitazioni più volte inviate anche da Saverio Andreula, presidente del Collegio IPASVi di Bari per una convezione tra SEUS 118 e Capitaneria di Porto.

 

Bari 6/10/2016

Al Presidente della Regione Puglia

Al Direttore dipartimento promozione della salute

All’ARES Puglia

Al Direttore Generale ASL Bari

Al Direttore di centrale operativa 118 Bari

 

Oggetto: Soccorso sanitario in mare per le zone interessate dal 118 Bari.

 

            L’O.S. Nursind, sindacato delle professione infermieristiche, rileva l’ assenza di una convenzione tra SEUS 118 Bari e Capitaneria di porto Bari inerente al soccorso sanitario in mare.

Nell’attesa di protocolli operativi del 118 Bari si ricorda che il “Progetto Emersan Mare” inaugurato e presentato a Bari dalla Regione Puglia nel 09 Giugno 2011 alla presenza delle autorità incaricate in quel tempo  tra cui il capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli con il presidente Vendola e gli assessori Amati (Protezione civile), Fiore (Politiche Salute), Fratoianni (Attuazione programma), unico corso regionale per il soccorso sanitario in mare della Regione Puglia non v’è traccia. Diversi infermieri hanno conseguito, a quel tempo, il titolo di “INFERMIERE QUALIFICATO AL SOCCORSO SANITARIO IN MARE (Nurse Qualified in Water Rescue Special CivilProtectionHealt Operations Training Course) dall’ Organismo Regionale per la Formazione in Sanità della Puglia dopo un durissimo training formativo in aula, piscina ed in mare. È territorio nazionale, e dunque anche regionale, lo spazio di mare entro le 12 miglia e, come tale, deve essere inglobata nelle attività operative del 118 così come accade in altre province pugliesi, Bari esclusa.

Raccogliamo, e facciamo propri, i ripetuti solleciti da parte del presidente Ipasvi  Bari Dott. Saverio Andreula (prot.60/13/PR del 21 Giugno 2013, prot.215/14 del 09 Giugno 2014) affinché si attivino in tempi brevissimi convenzioni, protocolli e formazione perl’ambiente ostile del personale 118 che verrà individuato e ritenuto idoneo per questa operatività nel territorio marittimo di Bari e provincia. La salute dei nostri cittadini non può essere affidata alla sorte, individuata nel fatto che, nel momento di maggior bisogno di assistenza ci si possa trovare nella provincia o regione sbagliata non coperta da assistenza sanitaria 118 in mare.

Con piacere indico quanto pubblicato sul sito della sanità Puglia che individua nelle conclusioni l’importanza, la necessità, la criticità le peculiarità di una problematica quantomeno trascurata dal 118 barese: http://www.sanita.puglia.it/documents/55154/279065/Convenzione+118+Lecce+e+Guardia+Costiera/5a8339d2-db99-4334-9135-bb41be3fe51f

 

Il Segretario Territoriale Nursind

Azzizzi Nicola