L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e sviluppo economico), ancora una volta fotografa il Paese in termini di spesa sanitaria; lo ha fatto in questi giorni, con la pubblicazione di un grafico sul trend di spesa 2015 pro capite, in relazione a 35 Paesi membri, suddividendo la spesa in pubblica e privata.

Ancora una volta, si riconfermano in testa gli Stati Uniti, con l’equivalente di una spesa di 9.541 dollari pro capite, il doppio di molti Paesi membri: la Germania spende 5.267$ per ogni residente, il Canada 4.608$ e la Francia 4.407$.

In fondo alla classifica dimorano Messico e Turchia con un terzo della spesa media Ocse.

E l’Italia?

L’Italia si colloca al 20° posto, con una spesa pro capite di 3.272$, di cui tre quarti derivano da finanziamenti pubblici, ed un quarto dalla spesa out of pocket.

Nel nostro Paese, la spesa sanitaria continua a diminuire, il trend è costantemente in discesa, opposto alla media Ocse.

La nostra spesa sanitaria resta inferiore ai livelli precedenti la crisi economica ed ampiamente al di sotto della spesa di altri Paesi Ocse ad alto reddito, di cui per l’appunto il primato resta degli Stati Uniti.

Di pari passo con la spesa sanitaria, anche la spesa farmaceutica è in calo, con una diminuzione dell’1,4 medio annuo.

Ma l’aver registrato una spesa sanitaria pro capite inferiore rispetto agli altri Paesi, vuol dire essere sani ?

Assolutamente. Gli indicatori di salute collocano l’Italia al quarto posto tra i Paesi Ocse; il rapporto Osservasalute evidenzia un accorciarsi dell’aspettativa di vita, e soprattutto mette in risalto come sia peggiorata l’aspettativa di vita in buona salute.

Il diminuire della spesa sanitaria pro capite non è dunque indice di salute, ma di uno Stato che progressivamente ha definanziato la spesa sanitaria e degli italiani che spendono sempre meno per curarsi, o che non si curano più per l’impossibilità di accedere alle cure, sempre meno pubbliche e sempre più private e costose.

L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e sviluppo economico), ancora una volta fotografa il Paese in termini di spesa sanitaria; lo ha fatto in questi giorni, con la pubblicazione di un grafico sul trend di spesa 2015 pro capite, in relazione a 35 Paesi membri, suddividendo la spesa in pubblica e privata.

Ancora una volta, si riconfermano in testa gli Stati Uniti, con l’equivalente di una spesa di 9.541 dollari pro capite, il doppio di molti Paesi membri: la Germania spende 5.267$ per ogni residente, il Canada 4.608$ e la Francia 4.407$.

In fondo alla classifica dimorano Messico e Turchia con un terzo della spesa media Ocse.

E l’Italia?

L’Italia si colloca al 20° posto, con una spesa pro capite di 3.272$, di cui tre quarti derivano da finanziamenti pubblici, ed un quarto dalla spesa out of pocket.

Nel nostro Paese, la spesa sanitaria continua a diminuire, il trend è costantemente in discesa, opposto alla media Ocse.

La nostra spesa sanitaria resta inferiore ai livelli precedenti la crisi economica ed ampiamente al di sotto della spesa di altri Paesi Ocse ad alto reddito, di cui per l’appunto il primato resta degli Stati Uniti.

Di pari passo con la spesa sanitaria, anche la spesa farmaceutica è in calo, con una diminuzione dell’1,4 medio annuo.

Ma l’aver registrato una spesa sanitaria pro capite inferiore rispetto agli altri Paesi, vuol dire essere sani ?

Assolutamente. Gli indicatori di salute collocano l’Italia al quarto posto tra i Paesi Ocse; il rapporto Osservasalute evidenzia un accorciarsi dell’aspettativa di vita, e soprattutto mette in risalto come sia peggiorata l’aspettativa di vita in buona salute.

Il diminuire della spesa sanitaria pro capite non è dunque indice di salute, ma di uno Stato che progressivamente ha definanziato la spesa sanitaria e degli italiani che spendono sempre meno per curarsi, o che non si curano più per l’impossibilità di accedere alle cure, sempre meno pubbliche e sempre più private e costose.

 

Fonte:Ocse. Quanto spendiamo per la sanità? In Italia 3.272 dollari a testa: tre volte meno che in Usa

 https://www.oecd.org/italy/