Assistenza Infermieristica e Ricerca è una rivista scientifica che pone il focus sulla promozione della competenza sulla ricerca in ambito infermieristico. Nell’edizione di luglio-settembre della rivista è stato dedicato un editoriale alla questione delle competenze avanzate, con lo scopo di evidenziare le criticità che rendono così complesso superare questo snodo fondamentale del processo di evoluzione della professione infermieristica nel nostro Paese.

 

Attraverso l’analisi di una ricerca condotta su un campione di 139 infermiere, la presentazione di uno studio condotto in Spagna in riferimento alla correlazione tra livelli di accreditamento professionale degli infermieri e manifestazioni di ansia pre-operatoria nei pazienti, oltre che attraverso interventi teorici sulle basi delle competenze avanzate e sulla trasformazione delle relazioni interprofessionali, l’articolo spinge a due riflessioni di fondo.

L’incertezza presente in tema di competenze avanzate e specialistiche è in prima battuta determinata dall’assenza di una definizione chiara delle stesse, il cui mancato riconoscimento economico, contrattuale e formale contribuisce a rendere la questione ulteriormente sfuggente.

Se da un lato cominciano ad essere molti gli studi che creano una correlazione diretta e positiva tra esercizio di competenze avanzate e specialistiche e livello di assistenza erogata, dall’altro però la competenza avanzata è ancora concepita come un elenco di ruoli e funzioni, piuttosto che di conoscenze e abilità, le due architravi della codificazione professionale e della progettazione formativa, se non in ambiti molto circoscritti e puntuali (una singola pratica sanitaria, una specifica circostanza, …)

Gli infermieri stessi hanno visioni differenti del concetto di competenza avanzata, nella pratica professionale quotidiana, e i percorsi di studio che dovrebbero fornire la base di preparazione per le competenze avanzate, di fatto sembrano poco sviluppati e scarsamente efficaci in tal senso.

Un interessante spunto che l’articolo offre, invece, è quello di considerare l’attuale stato di indeterminazione come una opportunità per poter costruire un modello veramente avanzato, che però richiede un approccio scientifico basato sulla ricerca e sulla multidisciplinarietà.

Un percorso che richiede l’accettazione di un nuovo modello di “confini mobili” tra le professioni che implementino un diverso approccio ai cambiamenti dei bisogni sanitari e sociali, in cui trovi spazio una “integrazione flessibile” delle competenze avanzate e un’attenzione all’impatto del managerialismo nella gestione dei processi sanitari.

 

- Per approfondimento: DOSSIER. COMPETENZE AVANZATE: ASPETTI CRITICI E NODI DEL DIBATTITO su www.air-online.it/