Un feto tra la biancheria: il macabro ritrovamento nella lavanderia

 

Le storie dei reparti abbondano di aneddoti di ogni genere. Tra le corsie si sono vissute e ascoltate le più assurde storie e non c'è dubbio che un capitolo sia riservato agli “Oggetti Smarriti”.

Smarriti ovunque in corsia, spesso ritrovati e a volte no, spesso finiti tra i rifiuti o nei sacchi della biancheria finiti avvolti in qualche lenzuolo dopo essere scivolati da qualche tasca o dopo essere stati appoggiati imprudentemente su qualche carrello. Personalmente ricordo di quel giorno in cui non si trovava più un telefonino. Cercato ovunque, si riuscì a ritrovarlo facendolo squillare fino quando qualcuno si accorse che l'allegra suoneria proveniva proprio da un sacco di biancheria sporca. Il costo dell'apparecchio valeva bene il frugare in mezzo alla biancheria dal candore smarrito.

C'è finito di tutto in mezzo alla biancheria, oggetti personali di ogni tipo, protesi e spesso i legittimi proprietari ne sono tornati in possesso grazie al ritrovamento da parte degli addetti delle lavanderie industriali che si occupano proprio di svuotare i sacchi per avviare le procedure di lavaggio.

Possiamo solo pensare alle reazioni degli addetti in base al tipo di ritrovamento variabili tra lo stupore e l'ironia ma non possiamo certo immaginare la reazione dell'addetto che si è trovato di fronte un feto umano.

Presso la lavanderia che si occupa della biancheria di molti ospedali è successo proprio questo. Dentro un sacco proveniente dall'ospedale di Nuoro, avvolto in mezzo a un lenzuolo, il macabro ritrovamento che ha fatto scattare immediatamente le segnalazioni del caso.

Nessuno ha idea di come sia potuto accadere, tanto che nessuna ipotesi può essere scartata e bisognerà capire se vi siano responsabilità da parte del personale o di qualche paziente, ipotesi da non escludere considerato che le prime informazioni riferirebbero di un aborto spontaneo. Quel che è certo è che l'azienda ha aperto un'inchiesta interna per far luce sull'accaduto: “è fermo intendimento del commissario straordinario – fa sapere la Asl – esigere che sia fatta immediatamente piena luce sui fatti e sulle responsabilità, in ordine alle quali saranno adottati severi provvedimenti”. L’azienda si dice, inoltre, “vicina ai familiari per l’ingiustificabile episodio che li ha visti coinvolti”.

Le storie degli ospedali diventano sempre più incredibili e oggi si arricchiscono di una vicenda che finirà negli annali.

 

Fonte Unione Sarda: leggi qui

 

Andrea Tirotto