Lo scorso 16 dicembre presso l’ospedale San Raffaele di Milano si sono concluse le elezioni per il rinnovo della RSU dei lavoratori del comparto raffaeliano, composto da più di 3000 dipendenti tra cui circa 1200 infermieri distribuiti tra la Sede di via Olgettina e la struttura di Ville Turro.

Si trattava del primo rinnovo della Rappresentanza sindacale dell’era GSD, avvenuto dopo ben cinque anni dall’ultima consultazione del 2011, quando a governare la struttura c’era ancora la Fondazione San Raffaele guidata dal Presidente fondatore Don Luigi Verzé.

L’esito delle consultazioni è stato caratterizzato dal debutto del sindacato infermieristico di categoria NurSind che, dopo una campagna di demonizzazione circa la potenziale frammentazione del comparto portata avanti dalle OOSS di base, ha riportato un successo oltre le aspettative riuscendo a portare in RSU 6 delegati grazie ai 255 voti raccolti, pari al 17,2% dei 1527 lavoratori affluiti ai seggi (pari al 53,64 degli aventi diritto)

Nel panorama della RSU del San Raffaele NurSind si colloca ora come terzo sindacato in assoluto alle spalle di USI ed SGB che vantano una presenza pluridecennale nel nosocomio ed hanno raggiunto un’ampia maggioranza anche (ma i voti di preferenza porterebbero a dire soprattutto) grazie alla fidelizzazione di molti lavoratori ad alcuni personaggi “storici” di queste liste, apprezzati dai colleghi più per il supporto pratico prestato che per lo spessore sindacale dimostrato.

Altro motivo di soddisfazione deriva dal fatto che NurSind, come sindacato di categoria infermieristico, ha attinto i propri voti principalmente in questa componete professionale, notoriamente poco incline alla partecipazione alla vita sindacale, mentre le altre OOSS, non avendo in genere specificità professionale, hanno potuto godere del favore oltre che della componente sanitaria e alberghiera anche di quella amministrativa all’interno comparto.

 

 

Si tratta di un grande risultato per NurSind considerata l’importanza dell’Ospedale san Raffaele a livello nazionale per le sue peculiarità scientifiche, cliniche e didattiche ma anche contrattuali in quanto IRCCS di diritto privato con un contratto di sanità pubblica (per quanto “armonizzato”) confermato fino al 2018 in un gruppo saldamente vincolato al contratto AIOP.

Ad impegnarsi per il raggiungimento di questo importante obiettivo è stata una squadra di infermieri con diversa anzianitá di servizio ma alla loro prima esperienza in ambito sindacale: Massimo Veronesi, Mariangela Corbo, Giuseppe Torricelli, Giorgio Filippini, Massimiliano Vicini, Ponzetta Giuseppe, Panari Samuele, Mariani Alessandro, Luigi Rinaldi, Lorena Li Vecchi, Lara Castelnuovo, Lucia Miconi.

Animati di entusiasmo e buona volontà, hanno deciso di impegnarsi in prima persona per dare il proprio contributo nel far si che possa attuarsi quella rivoluzione sostanziale che dia la giusta collocazione normativa e sociale alla nostra categoria, cosa che passa necessariamente dall’attivismo e dalle conquiste locali, forti della consulenza e del supporto dell’intera struttura del sindacato, dal livello provinciale a quello Nazionale.

Si è avviato un percorso che nel tempo deve portare al radicamento della rappresentatività di Nursind all’interno del San Raffaele in termini numerici e relazionali attraverso l’informazione, la sensibilizzazione, la formazione ed il coinvolgimento dei colleghi.

 Indubbiamente sono molteplici gli interventi da perorare sia per migliorare le condizioni organizzative del lavoro infermieristico, sia per valorizzare competenze, attività, professionalità da anni spese al servizio della assistenza e della cura, ma ad oggi del tutto misconosciute sotto il profilo contrattuale (riconoscimento e valorizzazione di studi di perfezionamento, Master, ricerca, formazione, obiettivi-incentivi-premi produzione).

Se è vero che le condizioni finanziarie dell’Ospedale San Raffaele, grazie alla capacità dell’attuale management sono tornate competitive, è altrettanto vero che questo è stato possibile grazie alle professionalità espresse nella struttura sulle quali gravano ancora le penalizzazioni sui livelli salariali messe in atto nel 2013 e rientrate solo in maniera del tutto marginale con alcuni accordi siglati nel 2015.

I criteri di progressività della manovra sui livelli retributivi hanno inciso sui salari degli infermieri nell’ordine di oltre il 10%, in modo strutturale in questi ultimi tre anni. Affermare di aver contribuito al miglioramento di tale situazione con la riduzione del costo del buono pasto di 1 Euro o il bonus una tantum elargito nel luglio 2015 appare quantomeno velleitario.

Adesso è tempo di agire declinando la vision di NurSind alla realtà San Raffaele nell’interesse dei pazienti, della professione infermieristica, dei lavoratori e dell’Azienda stessa.

Il Coordinamento NurSind HSR