Rinnovo per i direttori generali, ma le truppe restano ai minimi storici

I segretari Bottega e Gregori: “oltre tremila infermieri attendono un concorso

e l’incapacità gestionale si fa sempre più evidente e rappresenta un grave problema”

 

Vicenza, 30.12.2016. Grandi risultati per il Nursind, a tutti i livelli, con un sensibile aumento degli iscritti ed una rappresentatività confermata nelle due Aziende Ulss del Vicentino. Sul versante gestionale delle Aziende, invece, le attività sono decisamente discutibili, così come la destinazione del residuo dei fondi economici. Il punto più dolente, però, è la mancanza di una graduatoria concorsuale per infermieri ed operatori sociosanitari. Una situazione che ha determinato lo standby di oltre tremila infermieri pronti ad entrare in servizio per porre rimedio alle pesanti carenze che coinvolgono trasversalmente molti reparti.  

 

Situazione nazionale

In aumento, anche nell’anno 2016, gli iscritti al sindacato Nursind, che ha superato i 30.000 lavoratori ed ha visto confermare la rappresentatività nazionale con la certificazione dei dati Aran al 6,51% nel comparto Sanità. Tale grado di rappresentatività è rimasto invariato anche a seguito della riduzione dei comparti. “A fronte della conferma della rappresentatività nazionale – spiega il segretario nazionale Andrea Bottega – non abbiamo ancora aperto la contrattazione per il triennio 2016-2018, nonostante il comitato di settore abbia già predisposto la direttiva all’Aran. Mancano, infatti, adeguati stanziamenti economici e chiarezza normativa sul Pubblico impiego. Tale ultimo aspetto, oggetto anche di un accordo Sindacati-Governo pochi giorni prima delle votazioni al referendum costituzionale, è rimandato al 2017 con la revisione del decreto legislativo 165/2001 prevista dalla riforma Madia”. Il 2017 sarà probabilmente l’anno della legge sulla responsabilità professionale, che già a gennaio potrebbe concludere il suo iter. Testo unico sul Pubblico impiego e legge sulla responsabilità professionale impatteranno profondamente sull’organizzazione del lavoro e sulla Sanità. A seguito delle modifiche al TuPi, si potrà finalmente aprire la tornata contrattuale che manca da oramai da più di sette anni. Poca fortuna finora ha trovato la nostra iniziativa di ricorso alla Cedu per la richiesta di indennizzo per il blocco contrattuale, ma già nei primi mesi del 2017 apriranno delle cause pilota in alcuni tribunali italiani per riproporre il tema. Intanto, a giugno 2016 sono stati presentati i primi risultati dello studio sugli esiti (Rn4cast Italia) dell’attività infermieristica nei reparti base. Questi risultati saranno utili per un raffronto con gli standard basati sul minutaggio delle Regione Veneto.

Situazione regionale

Le relazioni sindacali con l’ente regionale nel 2016 sono state pressoché assenti. Nella parte finale dell’anno abbiamo avuto notizia di accordi sull’organizzazione del lavoro riguardanti il processo di incorporazione delle Ulss. Visto il mancato coinvolgimento del Nursind, sindacato rappresentativo dal 2013, abbiamo promosso una vertenza giudiziaria al fine di reprimere quella che noi riteniamo essere una palese condotta antisindacale. Rimangono distanti le posizioni con la Regione, soprattutto in materia di personale. Le aziende stanno attuando la delibera sul minutaggio, al fine di ridurre le presenze del personale infermieristico, soprattutto nei reparti base. Responsabilità professionale e sicurezza per i pazienti sono punti imprescindibili per una buona sanità.

 

Situazione in provincia di Vicenza

Il 2016 ha rappresentato anche nella provincia un anno di passaggio. L’insediamento delle nuove Direzioni aziendali e la prospettiva di unificazione delle Ulss hanno fatto sì che la soluzione dei problemi avvenisse con maggiore attenzione alle situazioni di emergenza e minor disponibilità nelle azioni a medio o lungo termine. “Rientrano in questa dinamica gli unici due accordi sottoscritti quest’anno. Il primo – sottolinea il segretario provinciale Andrea Gregori – riguarda i residui dei fondi economici del comparto, che sono stati vincolati per le progressioni orizzontali. Pochi soldi che garantiranno ad una piccola parte di avere un passaggio di fascia dopo più di un decennio di lavoro. Il secondo accordo interessa il personale turnista e stabilisce dei criteri per l’orario di lavoro fino a 12 ore. L’accordo, non sottoscritto da tutte le sigle sindacali, si pone al termine di una valutazione intraziendale e di confronto sindacale oggetto anche di un apposto tavolo tecnico”. L’impegno della nuova amministrazione si è particolarmente notato nel rinnovo delle figure apicali e con il trasferimento di diverse professionalità dall’Ulss Ovest Vicentino all’hub provinciale. Anche l’ambito infermieristico ha visto un riassetto dirigenziale. “È stato invece tralasciato – aggiunge il segretario Gregori – ciò che era più pressante per garantire i servizi ai cittadini: la disponibilità di una graduatoria concorsuale per infermieri ed operatori sociosanitari. Ad oggi, non è dato sapere quando si svolgeranno le prove concorsuali nonostante a maggio 2016 siano scaduti i termini di presentazione delle domande. E così più di tremila infermieri che hanno presentato domanda al concorso restano in attesa. Nel frattempo, si è tentato di tamponare la situazione di cronica carenza con personale proveniente da graduatorie del Veronese, attraverso 36 contratti a progetto. Non si sa come porre rimedio alle attuali carenze e questo rappresenta un’evidente incapacità gestionale amministrativa”. Altri temi trattati nel 2016 hanno interessato la riorganizzazione del lavoro nel gruppo operatorio, area particolarmente sensibile per l’attività aziendale, ed una particolare sensibilizzazione verso gli aspetti di responsabilità clinica. Su quest’ultimo piano ci sembra interessante e certamente un elemento di novità la sinergia con le rappresentanze della Dirigenza medica. Nell’Ovest Vicentino, il 2016 ha avuto momenti di tensione, in occasione dell’avvio dei lavori per il nuovo ospedale di Montecchio Maggiore, con il coinvolgimento del personale dell’ortopedia e dell’ostetricia e ginecologia di Valdagno. L’Alto Vicentino con il Bassanese ha vissuto anch’esso uno stallo nelle relazioni sindacali con l’avvento della nuova Dirigenza. La tenacia del lavoro della Rsu e delle Organizzazioni sindacali ha fatto sì che anche in provincia si chiudesse un accordo economico su entrambe le Ulss per esaurire i fondi del comparto prima della loro fusione. Il 2017 si prospetta particolarmente difficoltoso per le Organizzazioni sindacali, in quanto si dovranno rivedere tutti gli accordi integrativi aziendali e riscriverli trovando una sintesi tra i diversi percorsi svolti negli anni. “Un dato ci conforta – conclude il segretario Gregori – nonostante la fusione delle Ulss, Nursind resta il primo sindacato sia nella Azienda Ulss 8 berica che nell’Azienda Ulss 7 pedemontana e mantiene la conduzione delle Rsu in entrambe le Aziende”.