Roberto Amerio, Infermiere, componente del Coordinamento Regionale NurSind Piemonte, scrive all'Assessore alla Sanità, Antonio Saitta, sulla tragica situazione dei DEA deglio Ospedali Piemontesi, situazioni che grazie alle varie denuncie del NurSind sono venute recentemente agli onori della cronaca.

Egregio Assessore alla Sanità della Regione Piemonte,

Ho riflettuto molto prima di condividere con Lei alcune riflessioni, ma alla fine ho deciso di farlo.

In questi giorni, grazie alle denunce di NurSind sono venute alla ribalta quelle che con accentuazioni più o meno gravi sono le condizioni dei DEA in Piemonte.

Infermieri sull'orlo di una crisi di nervi che gettano cuore, famiglie (le proprie) oltre l’ostacolo (la disorganizzazione) per dare il meglio ai pazienti. Pazienti che spesso affollano i DEA poiché abituati a non trovare risposte in tempi ragionevoli al loro bisogno di salute e che hanno imparato (tollerati da un sistema che si sente in colpa) a prendere la scorciatoia.

In questi giorni però ho assistito in diversi ospedali che ho visitato alla negazione del diritto di essere curati, la negazione del rispetto della persona primo principio del Sistema Sanitario.

Persone accatastate in barelle e quello che viene chiamato dagli infermieri il Tetris, un incastro continuo, se un paziente si sposta per essere sottoposto ad accertamenti al suo rientro avrà certamente perso il suo “posto” e via andare. Per non parlare della negazione della dignità nel momento in cui i pazienti dovevano dopo ore espletare i bisogni fisiologici riparati quando fortunati da un paravento.

Negli stessi giorni le veline regionali ci facevano sapere che nonostante tutto il Sistema Sanitario Regionale piemontese era un’eccellenza a livello nazionale, leggere quelle parole suonava come una presa in giro, l’ennesima presa in giro.

Avrei voluto che fosse lì Assessore, vicino ai pazienti ed ai loro parenti anziché chiuso nel suo ufficio seduto su una comoda poltrona attorniato dai tanti yes-men di cui si sarà circondato: i commenti a quelle notizie l’avrebbero aiutata a comprendere meglio la realtà.

Perché si intasano i DEA? Perché il sistema ha fallito. L’idea che per risparmiare si potessero fare tagli ESCLUSIVAMENTE su personale e sui servizi (TAGLIO DEI POSTI LETTO) rappresenta oggi i più evidenti risultati. Il suo compito sarebbe prenderne atto e rimediare anziché continuare a suonare il piano mentre la nave affonda.

Lei continua a non dare risposte (concrete), prevede nelle Delibere Regionali che gli infermieri possano essere “sfruttati” a 5,16€/ora poi promette di far fare verifiche quando l’IPASVI denuncia pubblicamente la situazione degli infermieri obbligati ad accettare di fare le pulizie a fine turno poiché assunti come operai, mi permetta di dirglielo bella roba le cooperative.

In tutta questa emergenza le aziende non hanno perso tempo per privatizzare/esternalizzare l’assistenza: Città della Salute, Mauriziano e via di seguito...

Se vuole potrà anche smentirmi ma io parlo con i fatti, chiudo citando un uomo politico della nostra regione: “Nel definire il suo impegno politico ama ricordare una citazione tratta dal libro di Siracide (180 a. C.): "dell'artista si ammira l'opera, del politico la saggezza della proposta. Ma se parla a vanvera è una minaccia per la città; se dice cose inconcludenti si fa odiare".”  sa chi è questo uomo politico? proprio lei caro assessore....

Roberto Amerio

Coordinamento Regionale NurSind Piemonte