È fallito il tentativo di raffreddamento e conciliazione esperito dal Prefetto di Teramo su richiesta del NurSind a seguito della dichiarazione dello stato di agitazione per le condizioni lavorative del personale infermieristico dell’Unità Operativa di Medicina dell’Ospedale di Sant’Omero. All’incontro convocato in Prefettura lunedì 9 gennaio erano presenti il Capo di Gabinetto Gianluca Braga, il funzionario amministrativo Giovanni Sbraccia, il segretario territoriale del NurSind, Giuseppe De Zolt, Pasquale Lisciani come rappresentante sindacale e Luca Luzio, coordinatore del reparto di Medicina; per la Asl di Teramo, il dott. Goffredo Del Rosso, capo dipartimento delle Discipline Mediche, e Alberto Finizi, responsabile dell’Ufficio infermieristico.

 

Dopo un'ampia discussione sulle motivazioni che hanno indotto questa organizzazione sindacale a dichiarare lo stato di agitazione, il NurSind ha presentato le sue proposte per superare le attuali criticità nel reparto di Medicina di Sant’Omero: l’aumento del personale infermieristico e ausiliario o, in alternativa, la diminuzione dei posti letto. I rappresentanti dell’azienda durante il confronto non hanno aggiunto elementi nuovi rispetto al quadro già noto, limitandosi a ribadire l’assegnazione all’unità operativa di due nuovi infermieri che non sono affatto sufficienti per colmare la carenza evidenziata. Ricordiamo, infatti, che la pianta organica del reparto, a fronte di 32 posti letto, prevede 16 infermieri e 12 OSS mentre attualmente sono in servizio solo 12 infermieri (comprese le due nuove assegnazioni e due part-time) e 8 OSS (di cui 4 con contratto in scadenza il 28 febbraio 2017). Tre unità infermieristiche sono in maternità: quindi i due infermieri assegnati non basterebbero neanche a sopperire alla loro momentanea assenza.

Alla luce di ciò, pur ringraziando il dottor Del Rosso e il responsabile Finizi per la solidarietà dichiarata e per gli impegni assunti, esprimiamo comunque il nostro rammarico per l'assenza del Direttore Generale e/o del Direttore Sanitario, che con la loro presenza avrebbero potuto ridurre il distacco attualmente in essere tra la parte produttiva dell’azienda e la parte amministrativa, dotata di potere decisionale; l'aver evitato il confronto non ha fatto altro che confermare come non ci sia volontà di concertare possibili soluzioni positive al disagio manifestato dalla parte “produttiva”, e disinteresse sia per le conseguenze che detti disagi hanno sui livelli assistenziali erogati  all'interno dei reparti, sia per le responsabilità alle quali sono esposti gli operatori in servizio.

 

Di conseguenza il NurSind si dichiara insoddisfatto per l’esito del tentativo di conciliazione e si riserva di intraprendere prossimamente azioni di protesta che possono prevedere anche lo sciopero del personale, sempre nel rispetto della normativa vigente.