Un importante traguardo è stato raggiunto per la comunità di Cardano al Campo (Varese) con l’apertura di un ambulatorio infermieristico, inaugurato sabato 15 aprile, sito in via De Amicis n.7.

Un vero e proprio punto di riferimento per tutta la cittadinanza che potrà contare su una vera e propria rete territoriale che permetterà la presa in carico del paziente cronico, un efficiente piano di prevenzione, con la conseguente riduzione degli accessi al Pronto Soccorso.

L’ambulatorio è stato aperto grazie al supporto dell’associazione Aps Maya, salute è benessere, all’interno del processo Global care Italia.

Questo il Team:

Michele Paiotta: responsabile dei trasporti in rete;

Gaetano Pitoia: responsabile risorse umane;

Sabrina Ranzoni: responsabile scientifico per la formazione e aggiornamento dei professionisti;

Saverio De Rosa: responsabile delle relazioni commerciali.

Maria Rosa Genio: responsabile risorse tecnologiche e di gestione per tutta la rete.

Proprio a Maria Rosa, abbiamo fatto qualche domanda per capirne di più del progetto, dell’ambulatorio infermieristico.

Vi lasciamo quindi alla lettura dell’intervista, ringraziando Maria Rosa Genio per la disponibilità, la puntualità, la completezza delle sue risposte.

 

Maria Rosa Genio, raccontami in breve chi è?

In molti mi hanno fatto questa domanda e questa volta vorrei dire che Maria Rosa Genio è un’infermiera con 20 anni di esperienza, amante della libertà di pensiero e di azione, con spiccato senso imprenditoriale, curiosa, analitica, resiliente e creativa. Questa sono io oggi. Chi mi conosce, può confermare che sono un vulcano in continua eruzione e non riesco a fermarmi. L’infermieristica mi scorre nelle vene. Perfezionista. Nella mia vita, quando ho fissato un obiettivo, l’ho sempre raggiunto. Mi trovo bene anche nei panni di componente della Commissione Libera Professione del Collegio dove rivesto un ruolo di pseudo sindacalista, a tutela della professione.

 

Quale ruolo rivesti nell’ambito dell’infermieristica di famiglia?

Sono stata la prima in Italia, con notevole anticipo, a rompere i muri di gomma che da anni erano stati alzati dalle istituzioni, introducendo il servizio dell’Infermiere di Famiglia sul territorio secondo il modello del Generalist Nurse, ho aperto due ambulatori e contribuito all’apertura di ulteriori tre, mettendomi a disposizione per consigliare i colleghi, sulla base delle mie esperienze e competenze su temi che vanno dalla strategica commerciale, alla  amministrativa,  alla relazionale.

I più convinti, li ho presi per mano e li ho accompagnati in un nuovo percorso LIFELOG, come lo definisce Aurelio (sacrosanta verità) perché il manuale dell’avviamento e del buon infermiere di famiglia non è ancora stato scritto, fatto non solo di soddisfazioni ma anche di ostacoli.

A volte non riesco a rispondere a tutti e questo mi dispiace molto perché sento che il sistema sta cambiando e i colleghi sono desiderosi di valutare un’alternativa che li possa in qualche modo gratificare, il fatto di aspettare un momentino però, potrebbe essere utile a comprendere se la motivazione è forte.

 

Parlami di Maya – Salute è benessere

Maya è l’associazione che avevo costituito 3 anni fa, nata inizialmente come associazione culturale e che nel novembre scorso col supporto dei miei colleghi Sabrina e Saverio, abbiamo trasformato in APS: un’organizzazione di tipo socio-sanitario. Maya è stata costituita da tutti gli utenti che accedono al servizio e tutti i professionisti che erogano un servizio. Adesso, che è più strutturata, ha un Consiglio Direttivo e una Commissione Politiche Socio-Sanitarie.

 

Cos’è Globalcare Italia?

E’ il progetto socio-sanitario trasversale di APS MAYA che mira a porre al centro di una vasta gamma di servizi, l’utente di cui si fa la presa in carico. In Globalcareitalia, l’assistito trova un percorso guidato al raggiungimento dello stato di salute attraverso molteplici aspetti e attori che contribuiscono sinergicamente. Dal singolo professionista, all’organizzazione di professionisti, dall’associazione specifica al centro diagnostico passando attraverso la sana alimentazione, l’informazione scientifica relativa allo stato di malattia, i presidi e gli ausili: GLOBALCARE appunto. Tutti rigorosamente convenzionati con Maya, infatti la partnership con Cittadinanzattiva e il Tribunale dei Diritti del Malato ci rende orgogliosi di fornire un’assistenza globale impeccabile, così come la collaborazione con Croce Rossa che di certo seleziona i suoi partner con rigore. La convenzione con Lum-Università Jean Monnet inoltre, ci permetterà di formarci e formare tutti i professionisti della salute della nostra rete, anche sulla base di esigenze che man mano sorgeranno, ottemperando quindi a dare un’impronta formativa al passo con i tempi.

 

Qual’è la differenza tra ambulatorio infermieristico e studio infermieristico?

Hai toccato un argomento che mi sta molto a cuore perché sulla base di molti vademecum “COME APRIRE UN AMBULATORIO INFERMIERISTICO” che tanti   pubblicano sui social, molti colleghi hanno fatto degli errori scontrandosi con la cruda realtà che ha costretto molti a rinunciare al progetto.

Il concetto di AMBULATORIO è usato impropriamente in diversi ambiti compreso quelli medici; quasi sempre sono studi professionali e me ne accorgo subito, entrando in un contesto, da molteplici fattori: requisiti strutturali, organizzativi, tecnologici e di sicurezza.

Quello che si legge sui social, sono le indicazioni per l’apertura di uno studio professionale perché per aprire un ambulatorio ci si deve attenere a delle leggi specifiche regionali che in linea di massima, il più delle volte, si somigliano ma che necessitano dell’osservanza dei requisiti sopra descritti; la trafila comincia di solito, con una richiesta telematica costituita da circa 60 domande (in alcune regioni è cartacea) del tipo:

-Si è in possesso dei requisiti areo-illuminanti?

-Si è in possesso dei requisiti antisismici?

-Si è in possesso dei requisiti secondo normativa vigente per l’archiviazione dei dati sensibili?... (etc).

 

Solo se si è in ordine con tutto ciò, si può ottenere l‘apertura di un ambulatorio previo sopralluogo dell’ATS o ASL di riferimento.

Uno studio professionale invece segue un percorso più snello, rapido e meno indaginoso fatto di comunicazioni di inizio attività in un contesto che abbia i requisiti di una civile abitazione.

Ma qual’ è il fulcro, oggetto di regolamentazione? L’Invasività

In un ambulatorio si possono eseguire delle procedure invasive, in uno studio NO

Un ambulatorio dev’essere munito di protocolli operativi vidimati da un direttore sanitario, ad uno studio non è richiesto.

Se andiamo in ASL o ATS, a chiedere a quale normativa dobbiamo attenerci per aprire un ambulatorio infermieristico, sicuramente ci consegneranno qualcosa che cozza con quanto si legge in maniera molto semplicistica e che spesso fa desistere quando ci si comincia ad impegnare.

Per cui la domanda che ci si deve porre è una: cosa vogliamo fare?

A voi la risposta.