L’ Inghilterra arranca: anche per il 2018 farà fatica a coprire il fabbisogno di professionisti sanitari, ovvero, infermieri ed operatori socio- sanitari.  (Da il Corriere.it)

Solo il 15% delle richieste che pervengono dalle strutture inglesi vanno in porto.

Sono numerose le agenzie interinali che sono sorte In Italia, al fine di reclutare infermieri da destinare agli ospedali targati UK.

Infermieri che il mercato italiano non riesce più ad ingerire: blocco del turnover, mancate assunzioni, accorpamento delle unità operative e tagli dei posti letto, concorsi super affollati puntualmente annullati per le sempre più usuali irregolarità.

Lavorare in Italia è ormai utopia, ma sembra lo sia diventato anche all’estero.

Il flusso migratorio potrebbe arrestarsi.

L’Inghilterra non assume più infermieri italiani: non riescono a superare i test d’inglese.

I paradossi di una professione che non riesce più a trovare sbocchi e l’assurdo di una popolazione giovane e per lo più neo-laureata che nel 2017 non conosce le basi di una lingua straniera che permetta loro di lavorare in Europa, in virtù di quella mobilità e fluidità delle opportunità tanto decantata.

Da italiani, non c’è da andarne fieri.

Dal 18 Gennaio 2017 occorre infatti la certificazione per il livello C1 dello IELTS (Internetional English Language Systemic), il livello di conoscenza della lingua inglese più diffuso al mondo.

Forse è il momento di fare uno sforzo in più per stare al passo con una società che corre.