Il segretario territoriale NurSind di Viterbo, Alessandro Schilirò, risponde alla preoccupata segnalazione di qualche giorno fa del Consigliere regionale Daniele Sabatini. Il Consigliere con una accorato comunicato inviato ai giornali locali, esponeva la criticità della situazione del Pronto Soccorso di Belcolle:….” Dopo aver ricevuto segnalazioni da parte di familiari di persone molto anziane da decine di ore bloccate presso il pronto soccorso, ho voluto sincerarmi di persona ed ho potuto effettivamente riscontrare un pronto soccorso intasato, numeri assolutamente preoccupanti di pazienti in trattamento e diverse decine di parenti e amici di pazienti ad affollare le sale d’attesa.

Per entrare maggiormente nel dettaglio, allarmanti risultano i numeri relativi allo stato del pronto soccorso alle 15 di lunedì 7 agosto.

Dai dati ufficiali della Regione Lazio, si osserva una situazione ai limiti del collasso con 13 pazienti in attesa post triage, ben 35 in trattamento di cui 3 codici rossi e 18 gialli e 12 pazienti in attesa di ricovero o trasferimento per un totale di 60 pazienti coinvolti in contemporanea.

A conti fatti e nonostante il grande impegno umano e professionale da parte di medici, infermieri e operatori, la situazione del pronto soccorso di Belcolle risulta tra le più critiche di tutto il Lazio….”

Di seguito il Segretario NurSind Viterbo, prendendo spunto dalla segnalazione del Consigliere Regionale sottolinea che è palese: i livelli essenziali di assistenza sono ormai diventati un’utopia. E aggiunge:

Quello su cui però vorrei disquisire è la parte in cui le chiede fortemente aiuto alla regione Lazio.

Ebbene, personalmente mi sento di domandarle in prima battuta se mai qualcuno si sia preso la briga di verificare se a livello locale, per meglio dire aziendale, vengano adottate tutte le misure di buona amministrazione e trasparenza nei confronti del personale.

Come sindacato degli infermieri e per gli infermieri devo dire che sono amareggiato, come lo sono tutti i miei colleghi precari di serie B, che nonostante precise autorizzazioni regionali a fronte della garanzia dei Lea sono stati deliberatamente cessati dall’incarico senza motivata giustificazione ma nel pieno di un’emergenza sanitaria, ragione principe assunzionale.

Nella specifica realtà del pronto soccorso almeno dieci infermieri rispettavano i requisiti del DCA 573 del 3/12/2015 e del successivo DCA 386 del 07/12/2016, ma come detto, sono cessati e nessuno li ha prorogati a differenza di altri nelle pari condizioni contrattuali richieste da succitati DCA.  Secondo lei è totalmente colpa della regione Lazio se vige questa carenza di personale?

Se la pubblica amministrazione che dovrebbe dare l’esempio, adotta due pesi e due misure a pari condizioni beh mi sento di ripetere che forse sarebbe opportuno applicare dovute verifiche a livello locale sulle modalità di assunzione, proroga e gestione del personale.

Quei dieci infermieri probabilmente avrebbero dato una mano alla situazione attuale secondo lei? Secondo il mio modesto parere sì. Il problema è solo un altro, forse spesso manca la volontà di mandare bene le cose!

Ho perso il conto degli innumerevoli tentativi con la regione Lazio di poter venire a capo di questa fantascientifica e aberrante vicenda, sa cosa mi sono sentito rispondere? “Le Asl hanno una loro autonomia e la regione non può intervenire sulle modalità da loro adottate”. Se questa è la pubblica amministrazione!

Questa organizzazione sindacale si mette a sua disposizione se volesse prendere conoscenza maggiore di quanto in poche righe riportato, magari anche attraverso un incontro.

Alessandro Schilirò
Segretario territoriale NurSind Viterbo