Gentile Redazione,

cambiano i governi, cambiano le leggi ma non l'atteggiamento della lobby medica che, ogni qual volta si cerca di dare i giusti riconoscimenti alle professioni sanitarie non mediche, inizia a battere i piedi così come fanno i bambini capricciosi.

Il presidente dell'ordine dei medici palermitano, dott. Toti Amato, grida allo scandalo definendo “l'indecoroso” ddl Lorenzin uno “scempio”.

Tale disegno di legge avrebbe addirittura indebolito, delegittimato e umiliato l'autogoverno di una categoria professionale da cui dipende la salute delle persone e la serenità dei medici di tutto il Paese, nonché sconfessa il grande valore etico nella società di un'intera storia medica.

Lo stesso Amato tuona che serve un'immediata mobilizzazione per fermare l'ultimo “mostro” pensato dalla politica, come se lo stesso possa rappresentare una mancia elettorale.

Si vuole ricordare che già dal lontano 2006, con la legge del 1 febbraio 2006 n. 43 con gli artt. 3 e 4, si prevedeva l'istituzione degli Ordini delle Professioni Sanitarie: “il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi al fine di istituire, per le professioni sanitarie di cui all’articolo 1, comma 1, i relativi ordini professionali,[…] trasformare i collegi professionali esistenti in ordini professionali”; ebbene sono passati 11 anni ed ora che si vuole solo dare seguito a questa legge, si grida allo scandalo e si vuole stupidamente ostacolarla, ergendo massicci e pleonastici muraglioni.

E' così difficile togliersi di dosso il primato di unico professionista sanitario e passare così da una visione medico centrica, ormai anacronistica e fallimentare, ad una visione multi-professionale e multidisciplinare?

La prosopopea medica e il loro infinito super ego li autorizza a credere di poter trattare le professioni non mediche come esseri inutili e non pensanti?

Il presidente Amato piuttosto che attaccare il ddl Lorenzin definendolo come l'istituzione di un ordine “omnibus”, così denigrando, sminuendo e mortificando tutte le professioni intellettuali presenti sul territorio italiano, farebbe meglio a non allarmare inutilmente l'opinione pubblica riguardo le ripercussioni che una scelta del genere potrebbe avere sulla qualità della salute, perché se bastasse solo la mancata nascita degli ordini delle professioni sanitarie a garantire più salute ai cittadini italiani, noi Infermieri saremmo ben felici a rinunciarvi, perché il nostro obiettivo lo portiamo avanti lo stesso, con o senza Ordine.

Ad maiora.