Continua il percorso che ci condurrà al tanto atteso rinnovo contrattuale, che non riguarda solo l’aumento salariale, ma la revisione di norme, diritti e doveri.

Ed è così che all’indomani di ogni “tavolo tematico” condividiamo alcune riflessioni in attesa della bozza di articolato.

Questo perché tutti siano a conoscenza di quanto accade nel percorso che ci porterà verso a quello che, visti i presupposti, potrebbe essere il peggior contratto della storia della privatizzazione del lavoro pubblico.

 

di Andrea Bottega

 

Non solo la riforma della PA voluta dal Ministro Madia (PD) ha inasprito le procedure per i procedimenti disciplinari, ha riservato alla legge l’istituto della mobilità togliendolo alla contrattazione (finora più favorevole), ha rivisto le norme sulla malattia e sul sistema sanzionatorio ma anche, attraverso la contrattazione, vuole ulteriormente tagliare i diritti dei lavoratori. In attesa di trattare l’orario di lavoro vi portiamo all’attenzione due situazioni di peggioramento della condizioni lavorative.

 

  1. L’implementazione all’ art. 24 del Dlgs 151/2015 - in attuazione del Jobs Act - “cessione di ferie”. La norma prevede:

 

1. Fermi restando i diritti di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, i lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie da loro maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, al fine di consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti, nella misura, alle condizioni e secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale applicabili al rapporto di lavoro.

 

Sul tema abbiamo già espresso le nostre motivazioni sull’inganno morale che soggiace a tale condizione (http://www.infermieristicamente.it/articolo/8384/nursind-su-ccnl-comparto-sanita-si-riparte-con-la-revisione-degli-istituti-legati-al-rapporto-di-lavoro-come-ferie-congedi-permessi-aspettative-periodo-di-prova-/) e sulla necessità di tutelare i diritti dei lavoratori chiedono la disponibilità del datore di lavoro a farsi carico delle problematicità per la tutela della salute e del lavoro.

Se ritenete utile potete esprimere un vostro parere nei commenti qui sotto.

 

  1. Riduzione della ferie estive.

La proposta che si ricavata dalla scaletta per il prossimo incontro (http://www.infermieristicamente.it/media/scaletta%20disposizioni%20istituti%20del%20rapporto%20di%20lavoro.pdf) ma anche dall’articolato consegnato al tavolo dei Poteri Centrali, è quella di passare dalla garanzia di “almeno quindici giorni continuativi di ferie nel periodo 1 giugno- 30 settembre” a “di almeno 2 settimane continuative di ferie nel periodo 1 giugno – 30 settembre.”

Pare chiara la differenza tra i due testi, sia che si lavori su 5 giorni che su 6. E’ una proposta al ribasso e più favorevole al datore di lavoro che già ha allungato il periodo estivo di un mese nei contratti precedenti (era dal 15 giugno al 15 settembre) ed ora riduce le ferie durante l’estate.

 

Questo “contratto subito” non è il contratto che Nursind vuole.

 

Se lo ritenete condividete e lasciate un commento.

 

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