164 deceduti al giorno: sono questi numeri delle vittime dell’arresto cardiaco, una strage quotidiana che deve essere contrastata.

Idealmente, e dico idealmente, perché ancora lontano dalla realtà italiana, il modo efficace di porre fine a queste morti evitabili, è avere cittadini che sappiano praticare la rianimazione cardiopolmonare e che sappiano usare il defibrillatore semiautomatico, e questo, declinato al plurale, sia posizionato negli ambienti extraopsedalieri, sul territorio, nei punti nevralgici come, le scuole, i mezzi pubblici, i condomini.

Ambiente cardioprotetto, questa è la parola d’ordine.

Ed è proprio questo il fulcro del progetto “Italia Cardioprotetta”, presentato ieri alla stampa, dalla Società Italiana Sistema 118 (Sis 118), un obiettivo al quale si arriverà per gradi, così come dichiarato da Mario Giosuè Balzanelli, Presidente Nazionale Sis 118.

 

Italia Cardioprotetta

Il progetto che verrà presentato alle istituzioni, prevede un piano mirato di cardioprotezione di comunità con la disposizione dei defibrillatori semiautomatici (Dae) in punti strategici, e la formazione capillare dei cittadini.

Il piano verrà immediatamente declinato partendo da una fase sperimentativa che prevede l’insegnamento del del Primo Soccorso nella Scuola (art.1, comma 10 della Legge 107/2015).

In questo modo, ogni anno, nelle scuole secondarie ben 500.000 studenti saranno in grado di effettuare correttamente il massaggio cardiaco e la defibrillazione precoce (certificazione Blsd con autorizzazione rilasciata dalle Co118); un progetto ambizioso che nel giro di dieci anni potrebbe dare modo a tutto il popolo italiano di saper soccorrere in modo efficace gli individui colpiti da arresto cardiaco.

 

La cardioprotezione va portata laddove gli arresti cardiaci sono più frequenti, ovvero casa propria. E’ dunque importante cardioproteggere i condomini.

In merito c’è all’attivo una proposta di legge, ferma ancora in Commissione Sanità alla Camera. (DAE condominiale. Contributi statali per l’acquisto. Il ddl M5S).

 

da Quotidiano Sanità

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