Riconoscere la centralità del ruolo degli infermieri anche da un punto di vista contrattuale ed economico per garantire la tenuta del sistema salute. Senza la salvaguardia degli oltre 440mila infermieri è a rischio la stessa la qualità assistenziale. Ad affermarlo la presidente della Federazione nazionale Ipasvi Barbara Mangiacavalli che,  sul sito istituzionale  dell’organo di autogoverno degli infermieri, in previsione della futura ripresa contrattuale, avanza alcune proposte che  tentino di colmare il vuoto  di un decennio di vacanza contrattuale.

 "La Federazione nazionale Ipasvi non è una rappresentanza sindacale – sottolinea la Mangiacavalli -, ma non si può nemmeno ignorare che, dopo dieci anni di assenza di contratto, entri in ballo  una reale questione di dignità professionale”.

L’Ipasvi non sarà una rappresentanza sindacale, ma come ovvio che sia, quando si dichiara come prioritaria la difesa della dignità professionale, non si può che finire per incappare in quelli che da decenni sono considerati i principali nodi da sciogliere da sindacati come il Nursind.

Nel documento  pubblicato sul sito della Federazione, la Mangiacavalli, infatti,  affronta finalmente temi cari alla nostra organizzazione sindacale, passando impietosamente in rassegna l’excursus dell’impoverimento economico che ha investito nell’ultimo decennio gli infermieri.

Dal 2011 ad oggi, infatti, gli infermieri a causa del mancato rinnovo contrattuale, hanno perso 114 euro che, aggiunti  alla perdita del valore del  costo del lavoro degli ultimi anni, delineano uno scenario di impoverimento che difficilmente potrà essere riequilibrato dai futuri 85 euro lordi promessi in visione della stipula del nuovo contratto. L’analisi prosegue evidenziando che l’unica voce che ha fatto registrare un aumento dello stipendio degli infermieri è lo straordinario per l’uso improprio che  spesso le organizzazioni del lavoro ne fanno trasformando  lo straordinario e la pronta disponibilità in strumenti permanenti di copertura delle falle nelle piante organiche. Da sempre Nursind grida a viva voce che la qualità dell’assistenza passa inevitabilmente attraverso  la tutela dei diritti dei lavoratori. L’integrità psicofisica dei lavoratori, infatti, negli ultimi anni è sempre più messa a repentaglio dall’uso disinvolto dello straordinario, della pronta disponibilità e dai “ rimpasti alchemici” sull’orario di lavoro.

La presidente Mangiacavalli prosegue poi avanzando proposte che da sempre costituiscono lo specifico di Nursind:

-      Creazione di una area contrattuale separata dal comparto sanità, proprio nel rispetto delle peculiarità della professione infermieristica.

-      Recupero nel contratto della Ria (retribuzione individuale di anzianità), dopo il recente tentativo andato fallito nella discussione della legge di Bilancio.

-      Riconoscimento dell’equo compenso anche per gli infermieri che permetterebbe di arginare l’increscioso fenomeno di sfruttamento degli infermieri che prestano la loro attività mediante cooperative.

-      intramoenia anche per gli infermieri( proposta avanzata da un emendamento alla legge di bilancio anche questo snobbato).Garantire la possibilità di esercitare la libera professione intramoenia anche agli infermieri, come accade già per la dirigenza sanitaria, permetterebbe non solo di attribuire a questi professionisti un giusto riconoscimento, ma anche di contrastare il fenomeno del lavoro nero.

In sintesi quando un organo di rappresentanza professionale ha veramente a cuore la tutela della dignità professionale non può che affrontare temi cari alle organizzazioni sindacali, la Mangiacavalli con questo documento dimostra che, al di là delle proprie funzioni istituzionali, non esistono steccati per il raggiungimento di un obiettivo comune: la salvaguardia e la valorizzazione della professione infermieristica.

 

 

Fonte: Quotidiano Sanità

Ph: Dire.it