Se il datore di lavoro invia una semplice e-mail, senza firma digitale e fuori dal circuito Pec, che ha in allegato o nel corpo dell’ e-mail stessa la comunicazione del licenziamento del dipendente, è valida o si può impugnare?

La risposta la fornisce la Cassazione con la Sentenza n.29753, affermando la validità del licenziamento comunicato tramite e-mail, a patto che il lavoratore l’abbia ricevuta.

La Cassazione riconduce la propria decisione alla legge 604/1966 che disciplina le modalità del licenziamento che, richiede un atto scritto, ma non specifica come questo debba essere recapitato al lavoratore.

A rendere legittimo il licenziamento è l’effettività e non la forma, ovvero l’effettivo ricevimento dell ’e-mail da parte del lavoratore.

Detto questo, basta solo che il lavoratore contesti il licenziamento, per dare prova implicita di aver ricevuto l’ e-mail, come nel caso in merito alla sentenza, dove il dipendente al ricevimento dell’ e-mail, ne mandò a sua volta una ai colleghi, comunicando che non avrebbe più lavorato in azienda.

La Cassazione, ha ancora richiamato nello specifico, quanto deciso nell’Ordinanza del Tribunale di Catania, il 27 giugno 2017, che per analoghe ragioni, ritenne legittimo il licenziamento intimato tramite whatsapp.

 

 

Da il Sole24ore

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