La situazione dell’Umberto I di Nocera Inferiore è ormai ingestibile, un detonatore imploso pronto ad esplodere in maniera devastante.

Gli operatori sanitari tutti, dai medici agli infermieri, sono costretti a lavorare in condizioni disperate e sotto organico: pronto soccorso affollato, barelle che invadono i corridoi, aggiunta estemporanea di posti letto, stanze promiscue, e tutto a fronte di un personale insufficiente.

Il paradosso che rende tutto più insopportabile, sono le due versioni della sanità campana, dove una smentisce l’altra.

Se da una parte l’atto aziendale propone riapertura degli ospedali, aumento dei posti letto ed un programma di integrazione ospedale territorio, dall’altra la verità è che quella versione dei fatti resta inchiostro sulla carta perché, i reparti vengono accorpati, gli ospedali vengono chiusi, quelli che restano aperti sono inefficienti ed il personale non basta più.

Il disastro è sotto gli occhi di tutti, a danno degli operatori sanitari e sulla pelle dei cittadini.

Anche le tanto declamate mobilità non serviranno a rafforzare l’organico, perché copriranno i posti vacanti di chi andrà in pensione.

A questo scempio, disfacimento della Sanità pubblica, il NurSind non vuole più assistere, per questo chiede, o meglio è costretta a chiedere la chiusura di tutti quei ospedali privi di pronto soccorso e iniziare a pensare ad un unico ospedale che possa racchiudere tutte le professionalità, siamo stufi di vedere ambulanze che corrono per portare un paziente da un ospedale all’altro, con gravi conseguenze per lo stesso paziente.

Chiediamo che i vertici aziendali- dichiara Pasquale Picariello, segretario territoriale di Salerno- che la Regione Campania e le forze politiche,

ciascuno per quanto di competenza, intervengano in maniera efficace ed incisiva, ponendo fine a questo disagio che dura da anni”.

 

Ph credit. Da Salernotoday