Imbavagliarci”, questo è il fine ultimo di chi ha convocato in Commissione disciplinare Stefano, l’infermiere “reo” di aver correttamente adottato il protocollo, ovvero, verificato il blocco di un’ambulanza presso l’ospedale di Chivasso, che si protraeva da oltre un’ora, informava la Compagnia dei Carabinieri competente, ottenendone l’operatività sei minuti dopo.

La scelta di Stefano è stata motivata dagli obblighi di Legge previsti per qualsiasi cittadino.

http://www.infermieristicamente.it/articolo/8795/piemonte-blocco-barelle-al-ps-infermiere-in-commissione-disciplinare-nursind-vogliono-metterci-il-bavaglio/

 

Qual è la vera colpa di Stefano? Quella di aver reso evidenti le inefficienze della sanità piemontese, quella di aver agito correttamente contro un sistema che opera in maniera scorretta e deleteria, che mette a repentaglio la vita del cittadini, che nega il Diritto alla Salute.

 

Sì, vogliono imbavagliarci, vogliono colpire un’intera categoria, “e soprattutto quella parte degli infermieri, che forse ha iniziato ad infastidire una classe politica e dirigenziale che non vuole assumersi responsabilità proprie”, così come affermato da Francesco Coppolella, Coordinatore Regionale NurSind Piemonte, che continua “Abbiamo il timore che si voglia colpire un organizzazione sindacale scesa in campo da tempo con determinazione nella tutela dei diritti dei cittadini e dei professionisti sanitari”.

 

La vicenda di Stefano ha destato scalpore, proprio per l’evidente intento di mettere a tacere chi ha il coraggio di “fare il proprio dovere”, chi ha il coraggio di “essere un professionista”,

Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte, appreso l’accaduto ha dichiarato di voler chiedere chiarimenti in Commissione sanità all’assessore regionale Saitta: “La Città della salute promuove l’omertà tra i propri dipendenti? Perché è questo che che da da pensare la convocazione in commissione disciplinare di un Stefano”.

 

Quanto denunciato da NurSind Piemonte a chiare lettere, ha innescato un vero e proprio tsunami di indignazione e solidarietà, e sono tantissimi gli infermieri che hanno inviato la loro foto, che li vede posare con una mano che chiude la bocca e l’hashtag #iostoconstefano.

Non possiamo non essere infuriati per quanto sta accadendo, si sta innescando un clima di terrore e di omertà che, chi è opera con scienza, coscienza e professionalità non può e non deve accettare.

 

Noi non ci faremo intimidire, ci difederemo in tutti i luoghi preposti e chiederemo con determinazione ogni intervento possibile delle istituzioni che credono ancora ad un paese dove è possibile tutelare i cittadini e fare il proprio lavoro con coscienza.

In una commissione disciplinare dovrebbero finirci quelli cha hanno generato queste condizioni e chi nonostante le prevedibilità di tali eventi non ha preventivamente adottato interventi adeguati, mettendo a rischio la vita delle persone e in grande difficoltà gli operatori - conclude Coppolella .