Uno spot che esorta i cittadini a denunciare medici ed infermieri, qualora vi fosse il sospetto siano responsabili di eventuali Errori: è questo il messaggio principe dello spot Obiettivo Risarcimento, per il quale erano previsti 42 passaggi, dal 26 dicembre al 6 gennaio, sulle reti televisive.

Non poteva non destare polemiche furiose uno spot che incita al risarcimento e fomenta l’odio dei cittadini nei confronti della sanità, come se fosse naturale e scontato che chi entra in ospedale debba subire un danno.

Uno spot che induce alla rivalsa, sempre e comunque, anche a distanza di anni.

Non è certo in discussione il fatto che sia pieno diritto del cittadino rivolgersi alla magistratura se pensa che vi sia stato arrecato un danno; diverso è uno spot martellante, che enfatizza il messaggio, delegittima il ruolo di medici ed infermieri e illude il cittadino facendogli credere di poter ottenere velocemente il risarcimento al danno subito.

Dopo le immediate proteste dei medici e la raccolta di 20 mila firme al giorno, con una petizione on line, lo spot è stato rimosso dalla rete Rai, che in una nota stampa ha dichiarato:

"La Rai sottoporrà all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) per una sua opportuna valutazione lo spot pubblicitario”.

Continua comunque ad imperversare sulle altre emittenti.

Anche la FNOPI ha voluto schierarsi contro lo spot televisivo, che in un comunicato stampa sottolinea:

L’istigazione ai cittadini a trovare un vulnus giuridicamente perseguibile per istruire pratiche e processi contro la sanità pubblica, ma che dopo la legge 24/2017 sulla responsabilità sanitaria hanno con maggiori probabilità esiti poco favorevoli per il denunciante se non supportate da un’adeguata e provata motivazione, non è di oggi: analogo spot e per di più della stessa organizzazione era stato proposto nel 2014 e in modo altrettanto plebiscitario criticato e bloccato”.

Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, prende una dura posizione nei confronti dello spot TV che spinge i cittadini alle denunce contro i professionisti del Ssn e chiede misure perché simili situazioni non debbano più ripetersi.

“Non si capisce – continua - la ragione di questa ‘dimenticanza’ che aiuta solo a generare un contezioso non utile al rapporto tra Servizio sanitario e assistiti e per di più non necessariamente con un risultato positivo per questi, né dal punto di vista dei diritti, né economico e tantomeno di salute.

La nuova legge infattiqualcuno dovrebbe spiegarlo a pazienti magari spinti dall’emotività in situazioni non favorevolistabilisce ad esempio che per una serie di accuse sia proprio il paziente, al contrario di prima, a dover trovare ed esibire le prove.  Oppure anche che se il professionista si è mantenuto conforme a linee guida e/o buone pratiche, il reato non sussiste”.

O ancora – aggiunge la presidente Fnopi - sempre per fare alcuni esempi, assume maggior peso e maggior valore da un lato il tentativo di conciliazione, dall’altro il parere dei consulenti tecnici che non sono davvero spinti nella loro analisi e nei loro giudizi dall’emotività”.

Ci sono quindi innumerevoli situazioni che possono crearsi, diverse da quelle precedenti la legge. E ci sono – afferma - innumerevoli ragioni per cui i cittadini dovrebbero essere tutelati non tanto dai danni sanitari per i quali la legge è già molto chiara, ma dai tentativi di far credere loro che ogni presunta irregolarità possa portare a un risarcimento certo e non, come invece spesso accade (si vedano le numerose sentenze e ordinanze prodotte in questi ultimi anni), a un rimborso di spese evitabili semplicemente con un po’ più di trasparenza e buon senso”.

Un déjà-vu quindi di situazioni già create in precedenza che si sarebbero potute evitare – loro e il danno grave che portano e hanno comunque portato al Ssn – solo con un po’ di memoria in più.

Oraconclude Mangiacavalli - come chiunque abbia buonsenso ha affermato e come anche gli infermieri ribadiscono, il Governo eviti il ripetersi di queste operazioni di marketing che, per dirla con una formula ormai nota perché utilizzata contro il fumo e per prevenire le ludopatie proprio per volontà del Governo, nuocciono gravemente alla salute.