L’approvazione della Legge di Bilancio ha dato il via definitivo alla Riforma delle pensioni con Quota Cento ed il parziale superamento della Legge Fornero.

Ma non è solo questa la novità contenuta nel Decreto Pensioni che molto probabilmente verrà approvato il prossimo 14 gennaio.

Andiamo quindi per ordine e vediamo cosa dovrebbe prevedere:

 

  • Quota 100, confermata la misura pensionistica, sperimentale per tre anni, per la quale sarà possibile andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi, con una prima finestra ad aprile 2019 per i dipendenti privati ed una prima finestra a luglio 2019 per i dipendenti pubblici. Stop all’adeguamento dell’aspettativa di vita. Confermata opzione donna che prevede 35 anni di contributi e 58 anni di età, accettando il calcolo contributivo.

Confermata l’Ape sociale, che prevede l’anticipo pensionistico, con un prestito a carico dello Stato, per determinate categorie svantaggiate.

 

  • TFS-TFR. Quello della buonuscita resta un nodo cruciale ed ancora irrisolto per il Governo. Il Decreto ipotizza che per chi sceglie di andare in pensione con Quota Cento, la buonuscita potrebbe essere pagata solo quando si maturino i requisiti dettati dalla Legge Fornero, ovvero una volta raggiunti i 67 anni.

La legge per la liquidazione rimarrebbe sempre la stessa: pagata subito ed in un’unica soluzione per un importo fino a 50 mila euro, in due rate annuali dai 50 mila ai 100 mila euro ed in tre rate per liquidazioni sopra i cento mila euro.

Con la rateizzazione fino a 3 anni, la liquidazione potrebbe così rimanere congelata fino a 8 anni.

Consapevole della criticità il Governo starebbe contrattando con l’Abi per la possibilità di un anticipo bancario a carico dello Stato per poter ottenere in tempi più brevi la liquidazione.

  • Azzeramento vertici Inps ed Inail. La misura mira al riordino della gestione dei due Enti, che avrà come effetto quello azzerare gli attuali vertici, ovvero il Presidente Inps Tito Boeri e quello Inail Massimo De Felice.

La nuova governance prevede un consiglio di amministrazione composto da quattro consiglieri e dal presidente che sarà nominato dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata su proposta del Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro dell’Economia.

 

da Il Messaggero