La neve, è arrivata in queste ore, ad imbiancare prepotentemente il sud Italia, cogliendo impreparati i cittadini che non sono soliti a questo tipo di evento meteorologico.

Non pochi i problemi che si sono registrati nella giornata di ieri e di oggi, per l’impossibilità di molti a raggiungere il posto di lavoro.

Ma cosa fare se non riesco a raggiungere il posto di lavoro per via della neve? Mi spetta la retribuzione se a causa della neve e del maltempo non vado a lavorare? Vediamo cosa dice l’Aran in merito.

 

“L’assenza non è sanzionabile sul piano disciplinare, poiché determinata da un’oggettiva impossibilità, ed il datore di lavoro può su richiesta del lavoratore imputare l’assenza a diversi istituti della contrattazione collettiva, in modo da salvaguardare la retribuzione.

Data l’ampiezza e la genericità della previsione contrattuale “per particolari motivi personali o familiari”, si ritiene che nell’ambito della stessa possa essere ricondotta anche la situazione del dipendente che, in relazione alla sua particolare situazione soggettiva, possa trovarsi in una condizione di impossibilità a raggiungere la sede di lavoro (sciopero dei mezzi di trasporto; particolari situazioni metereologiche); tale possibilità è stata espressamente esplicitata nell’orientamento applicativo RAL 1211  già formulato in materia.

La domanda di fruizione del permesso, secondo le regole generali dovrebbe essere presentata con congruo anticipo rispetto al momento della fruizione; tuttavia, in casi straordinari la domanda potrebbe essere presentata anche nella stessa giornata in cui il dipendente intende avvalersi del permesso.

 

Il lavoratore che è bloccato nella neve dovrà comunicare tempestivamente al datore di lavoro di aver bisogno di un congedo e spiegare (e provare se possibile) le motivazioni. In questo caso anche la giornata non lavorata sarà comunque pagata. Ma se chi non va a lavoro non avvisa o non prova l'impedimento, rischia l'addebito disciplinare. A prevederlo è il codice civile.