Dopo la vacatio più lunga della storia contrattuale del Comparto sanità ( otto anni di blocco), blocco sanzionato anche da un pronunciamento di incostituzionalità, gli infermieri si aspettavano di ottenere un Contratto degno di questo nome.

Un Contratto che, non solo tenesse conto delle legittime rivendicazioni retributive, ma che facesse finalmente chiarezza anche sulle progressioni di carriera, sulle modalità di applicazione delle competenze avanzate. Per contro, il contratto firmato il 21 maggio scorso dai Cgil, Cisl, Uil, Fials, e successivamente da Nursing Up ( si faceva forse prima a menzionare l’unico sindacato che si è rifiutato di firmare quello che è un contratto lesivo della dignità dei professionisti della salute, il Nursind),ha introdotto forti sistemi di flessibilità che colpiscono soprattutto il personale di assistenza e dei servizi.

In occasione del VII Congresso Nazionale del Nursind a Torino, abbiamo chiesto il parere di Luca Benci, giurista, autore di numerose pubblicazioni sul diritto sanitario e sulle professioni sanitarie, nonché professore a contratto presso l’Università degli studi di Firenze per i corsi di laurea specialistica delle quattro classi di laurea delle professioni sanitarie e membro del comitato ordinatore del master di primo livello sulla metodologia della responsabilità professionale.