Giornate nere al Pronto soccorso di Cisanello con le prime avvisaglie di quello che potrà succedere a breve con il picco influenzale.

Nei giorni scorsi i corridori del PS sono stati occupati da decine di pazienti in attesa di essere visitati ma soprattutto di essere ricoverati.

A fronte di punte di 60 pazienti in carico (ovvero già visitati…) e 40 in attesa di essere visitati, gli ormai famosi “destini” hanno toccato punte di 30 pazienti in attesa di un posto letto.

30 pazienti sparsi nei corridori del pronto soccorso che rappresentano un carico aggiuntivo per il personale infermieristico del PS che deve farsi in quattro per garantire l’assistenza necessaria anche se è evidente che si moltiplicano così le possibilità di errori ed è possibile che i pazienti in attesa possano non essere assistiti al meglio.

C’è davvero da ringraziare la grande professionalità degli infermieri del PS, che si fanno carico di una situazione difficilissima da gestire, se il sistema ancora tiene.

Ma per quanto ancora?

E’ evidente che al momento l’azienda ospedaliera non è riuscita a risolvere i problemi organizzativi che periodicamente porta all’onore delle cronache il pronto soccorso di Cisanello.

 

Senza dubbio non basta aver aperto una struttura “provvisoria” con 12 posti letto di ricovero (peraltro gestita con personale infermieristico in orario straordinario…) per far fronte ad una evidente carenza di posti letto in particolare di medicina.

 

Una struttura che nasce per gestire le emergenze non può far fronte al riversarsi di centinaia di richieste non urgenti che dovrebbero essere trattate sul territorio dai medici di medicina generale o dalla guardia medica.

 

Nursind denuncia da tempo le difficoltà dei servizi di emergenza-urgenza nel momento in cui si trovavano a gestire un iperafflusso di richieste di prestazioni che, forse per la gran parte, potrebbero trovare risposte altrove, e in particolare nel servizio di assistenza territoriale.

"Purtroppo però, al momento, le scelte fatte per la soluzione del problema non vanno nella direzione di implementare il servizio territoriale, ma addirittura si tagliano le risorse all’assistenza infermieristica domiciliare. I numeri degli infermieri a disposizione per l’assistenza territoriale sono impietosi: nella zona pisana (Pisa, Marina, Tirrenia, Calabrone, Rigliore, Coltano fino al confine con Stagno) sono solo 20 gli infermieri che si occupano di un bacino di oltre 600 pazienti in assistenza domini ciliare", dichiara Daniele Carbocci Segreterio territoriale NurSind.

Peraltro, con le dimissioni precoci che avvengono per liberare i posti letto negli ospedali, il numero di pazienti da assistere a domicilio sta costantemente aumentando, mentre il numero di infermieri sul territorio sta diminuendo, generando così un circolo vizioso che riporta i pazienti al pronto soccorso per essere di nuovo ricoverati.