Sono 120 i casi di infezione in tutta Europa e 17 i dispositivi contaminati in 6 regioni con 15 casi di infezione invasiva, inclusi 8 decessi in Italia: ne è responsabile il Mycobacterium chimerae, il nuovo temibile batterio.

Cos’è il Mycobacterium chimaera

E’ un micobatterio non tubercolare diffuso in natura e presente soprattutto nell’acqua potabile. Generalmente è innocuo per la salute umana. L’infezione, infatti, si sviluppa raramente e principalmente in pazienti ai quali sono stati impiantati dispositivi artificiali come valvole cardiache o materiale protesico all’aorta e pazienti immunodepressi. In questi soggetti il batterio è in grado di innescare pericolosissime endocarditi ed infezioni polmonari.

 

Come agisce e come attacca l’organismo

L’agente infettante tende ad annidarsi nella macchina cuore-polmoni, il cosiddetto apparecchio per l’ipotermia che, in realtà è un macchinario di raffredamento/riscaldamento ( HCd Heater-Cooler Device). Questi macchinari, durante un intervento “a cuore aperto”, sostituiscono temporaneamente le funzioni cardio-polmonari, e nello stesso tempo hanno il ruolo di regolare la temperatura del sangue durante l’operazione. Alcune ricerche hanno dimostrato che i pazienti vengono contagiati dal batterio che è presente nell’aria della sala operatoria a causa dell’areosolizzazione dell’acqua presente nelle taniche dei dispositivi.

 

Raccomandazioni per gli operatori sanitari ed il controllo delle infezioni

Il Ministero della Salute ha pubblicato le Raccomandazioni per gli operatori sanitari nell’utilizzo dei dispositivi HCd.

 

Interventi per la riduzione del rischio

 

  • Tutte le strutture cardio-chirurgiche devono effettuale una valutazione del rischio dei dispositivi HCd in relazione a: ditta costruttrice, anno di fabbricazione, matricola; procedure di disinfezione, esiti del monitoraggio microbiologico su acqua e aria
  • Gli HCd identificati come colonizzati devono essere esclusi dall’utilizzo fino ad avvenuta bonifica
  • Gli HCd devono essere posizionati rispetto al letto operatorio secondo indicazioni del Ministero: di norma vanno posizionati all’esterno della sala operatoria, qualora non fosse possibile, è opportuno incanalare lo scarico del dispositivo lontano dal paziente
  • Osservare le scrupolosamente le istruzioni di pulizia e disinfezione
  • Eseguire il monitoraggio dell’acqua
  • Definire una procedura di tracciabilità di ogni HCd, in modo da poter individuare velocemente i pazienti a rischio di infezione

 

Gli HCd correlati ad uno o più casi di infezione, devono essere sospesi fino alla disponibilità dei risultati degli accertamenti microbiologici, che devono includere la ricerca nel biofilm e negli eventuali depositi dei serbatoi.

 

  • In caso di Negatività, il dispositivo può essere rimesso in funzione, dopo aver eseguito le procedure descritte fino a qui
  • In caso di Positività, il dispositivo deve essere bonificato seguendo le istruzioni del produttore.

 

 

Qualora si sospetti una contaminazione di un HCd da Mycobacterium chimaera, o siano stati identificati casi di infezione in pazienti sottoposti ad intervento cardiochirurgico, dare tempestiva comunicazione al Ministero della Salute.

 

da Sanità24

 

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