Lo avevamo preannunciato in tempi non sospetti e, senza voler puntare il dito ci eravamo interrogati su quale potesse essere la probabilità che la quota annuale dovuta all’Opi aumentasse dopo che il comitato centrale, il 15 dicembre 2018, aveva ufficializzato durante il Consiglio Nazionale un aumento da 7 ai 10 euro per ogni iscritto della quota richiesta dalla FNOPI agli Opi Provinciali.

Avremmo dovuto solo aspettare l’arrivo del bollettino 2019 per saperlo, ed oggi la risposta al nostro interrogativo si è rivelata corretta e coerente alle previsioni.

All’Opi di Catania, la quota associativa per l’anno 2019, passa da 51,75 euro a quella di 61,75 euro, con un aumento di 10 euro.

A denunciarlo è Vincenzo Neri, infermiere, membro del Direttivo provinciale del NurSind Catania, Segretario Aziendale NurSind Garibaldi.

 

E’ stato così inflitto l’ennesimo prelievo forzoso dalle tasche degli infermieri già penalizzati, quelli del SSN da un aumento contrattuale ridicolo e quelli che lavorano nel privato da un contratto che non si rinnova da 13 anni.

 

Esprimo un profondo sgomento di fronte a tale notizia, e pensare che, nel precedente mandato alcuni consiglieri , sostenuti dal NurSind, si sono decurtati del 60% il gettone di presenza, al fine di permettere all’ex  IPASVI, di poter investire quella quota a vantaggio della  professione infermieristica della nostra provincia, proponendo investimenti sulla lotta al demansionamento o ai molti colleghi sottopagaticommenta Vincenzo Neri - A favore dell’attuale O.P.I. possiamo affermare che la tassa non è tra le più alte della penisola; ma che bisogno c’era di aumentare la quota di iscrizione? Quanto si investe realmente per la professione? Dove sono le promesse fatte durante la campagna elettorale?

Tutte queste promesse sembrano ormai lontani anni luce”

Mi sento in doverecontinua Neri - di comunicare e divulgare la notizia a i quei colleghi che si sono visti aumentare la tassa di iscrizione e che da anni patiscono la “spending review”; senza passaggi di fascia, con un aumento di responsabilità senza precedenti, ma soprattutto con l’obbligatorietà di una assicurazione professionale per colpa grave ed un contratto ridicolo ottenuto dopo dieci anni di vuoto”.

 

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