Per potersi annoverare tra le professioni “usuranti” e non “gravose”, il numero di turni notturni annuali è fissato in 78, diverso è il requisito per poter accedere alla pensione anticipata secondo le disposizioni del Dlgs 67/2011.

È quanto ottenuto da un dipendente con la Sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, n.18 del 16 gennaio 2019.

I fatti

Il lavoratore, nel corso del rapporto di lavoro, aveva dovuto svolgere 64 turni notturni l’anno in 7 anni degli ultimi 10 anni del rapporto.

Per quanto fatto, il lavoratore presentava domanda per il riconoscimento dei benefici pensionistici attribuiti a chi ha svolto lavori faticosi e pesanti al fine di accedere alla prestazione previdenziale anticipata.

L’INPS, tuttavia, nonostante i solleciti ed i documenti trasmessi, rigettava la domanda.

Il dipendente avvia il ricorso giudiziario per accertare il diritto alla pensione anticipata come da Dlgs 67/2011.

Il tribunale accoglie il ricorso ed accoglie la domanda del lavoratore.

 

La motivazione del Tribunale

Le prove documentali acquisite agli atti hanno consentito di ritenere sussistenti tutti i requisiti di legge per l’ottenimento del beneficio. In particolare, dalle buste paga allegate e dalla istruttoria è emerso che il lavoratore ha effettuato lavoro notturno per almeno 64 giorni l’anno, per sette anni, durante gli ultimi dieci. I testimoni interrogati hanno confermato quanto emerso dall’esame delle buste paga, riferendo che, a partire dall’anno 2000, l’interessato prestava almeno 2 turni di lavoro notturno (dalle 23.00 alle 7.00) a settimana. Il Tribunale ha, pertanto, ritenuto sussistente il requisito di cui all’articolo 1 comma 1 lettera b) del d.l.gs. 67/2011. Tale disposizione prevede che in deroga a quanto previsto all’articolo 1 della legge 243/2004, come modificato dall’articolo 1 della legge 247/2007, possono esercitare il diritto per l’accesso al trattamento pensionistico anticipato, fermi restando il requisito di anzianità contributiva non inferiore a trentacinque anni e il regime di decorrenza del pensionamento vigente al momento della maturazione dei requisiti agevolati.

 

Inps

In merito a quanto emerso dalla Sentenza, l’Inps con la circolare 59/2018 chiarisce i requisiti per accedere alla pensione anticipata.

Per i lavoratori previsti dal dlgs 67/2011 che hanno svolto lavoro notturno organizzato in turni di 12 ore, per almeno 6 ore nel periodo notturno comprendente l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino,  è prevista una maggiorazione del 50% al fine di raggiungere il numero di notti necessarie per poter accedere al pensionamento anticipato secondo dlgs 67/2011.

Data la gravosità di tali attività lavorative il legislatore prevede la maggiorazione delle giornate di lavoro notturno, moltiplicate per un coefficiente di 1,5 al fine del raggiungimento del numero dei turni (64, 72,78) previsti per l’accesso al pensionamento anticipato: ad es. 50 turni notturni moltiplicati per il coefficiente di 1,5 equivalgono a 75 turni notturni.

 

Cosa prevede il Dlg 67/2011

 

Per ottenere il beneficio della pensione anticipata:

  • Per lavoro notturno prestato per più di 77 giorni l’anno: pensione a 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi
  • Per lavoro notturno prestato dai 72 ai 77 giorni l’anno: pensione a 62 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi
  • Per lavoro notturno prestato dai 64 ai 71 giorni l’anno: pensione a 63 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi.