Tensione sempre di più alle stelle al Pronto soccorso. Personale infermieristico in allarme per l’escalation delle aggressioni, verbali e finanche fisiche, subite da un’utenza letteralmente esasperata dal sovraffollamento e dai tempi lunghi dell’ assistenza.

L’ultimo episodio è avvenuto nella notte di venerdì: un uomo, già preso in carico dal Pronto soccorso, ha sfondato a calci e pugni la porta del triage. La stessa porta era stata gravemente danneggiata la settimana precedente da un altro utente.

Michele Rosapane, segretario aziendale del NurSind, che opera proprio nel Pronto soccorso dell’ospedale di Avellino, rilancia l’allarme della categoria.

"E’ già da parecchio tempo  - afferma Rosapane - che si verificano aggressioni verbali ed episodi di violenza verso il personale medico e infermieristico dell’ospedale. Ormai  siamo in presenza di una vera e propria escalation, che si ripete anche a livello nazionale".

Sul punto, infatti, esiste già un’interrogazione parlamentare. I dati dimostrano che, nel 2017 le aggressioni verbali e fisiche nei confronti degli operatori sanitari si sono incrementate di circa il 95% rispetto all'anno 2016, a livello nazionale sta diventando un problema allarmante. In azienda arrivano continue segnalazioni di aggressioni verbali e talvolta fisiche, nella maggior parte dei casi il personale interessato non segnala l'aggressione.

Proprio la scorsa settimana, riconoscendo la condizione di disagio degli infermieri del Pronto soccorso, il direttore generale del “Moscati”, Angelo Percopo, ha deliberato un bonus economico da 15 euro (per il turno giornaliero) e 30 euro (per quello notturno), in favore degli operatori del reparto.

Ma questo, sottolinea il sindacato, non risolve il problema legato alla sicurezza: "Il riconoscimento economico del disagio non basta – continua Rosapane – perché manca quella tranquillità di cui c’è bisogno in un lavoro come questo.

Alla direzione aziendale, si chiedono nuovi provvedimenti: "Prima di tutto – spiegano dal NurSind - l’azienda non fornisce una scheda di segnalazione delle aggressioni. Un dipendente che voglia documentarle non può farlo con un modulo cartaceo. Così, neanche la direzione stessa può monitorare gli episodi a livello statistico".

Una vera e propria emergenza, questa, che per Rosapane: "va a ripercuotersi sull’integrità psicofisica del dipendente. Siamo aggrediti continuamente al triage e l’abbiamo detto più volte. Servono almeno due operatori, ma la carenza di personale non lo consente. Il nostro – conclude – è un campanello d’allarme per tutto l’Ospedale. Anche i medici vivono questa condizione, è giunto il momento che l’Azienda metta in campo misure preventive efficaci".

Fonte: www.orticalab.it