“Chiediamo all’ AOUP di intervenire presso la ditta aggiudicataria dell’appalto della fornitura delle nuove divise affinchè i difetti riscontrati siano corretti prima della etichettatura e della distribuzione al personale oppure ci troveremo costretti a segnalare agli organi di controllo le anomalie messe in evidenza”, a dichiararlo Daniele Carbocci, Segretario territoriale NurSind e membro del Direttivo Nazionale, che ci racconta quanto accorso agli Infermieri pisani.

In questi giorni i dipendenti dell’AOUP sono stati invitati a recarsi a provare le nuove divise che saranno date prossimamente in dotazione.

Gli infermieri che si sono recati alla prova, hanno notato una serie di problemi che rappresentano un grosso passo indietro rispetto agli indumenti che, pur non eccellenti, hanno avuto in dotazione fino ad oggi.

Le divise che stanno per essere distribuite, hanno delle caratteristiche che vanno contro ogni regola prevista per quelli che sono a tutti gli effetti dei dispositivi di protezione individuale.

Innanzitutto, chi le ha provate ha notato che il tessuto è sintetico e non traspirante, immaginando già i bagni di sudore in cui si troverà la prossima estate.

Poi, il tessuto è trasparente: difficile indossare dei capi di biancheria intima che non si vedano sotto la divisa.

 Ma quello che più stupisce è il fatto che le divise siano da indossare infilandosele attraverso la testa invece di avere i bottoni e aprirsi.

Questa caratteristica va contro ogni regola antinfortunistica visto che la divisa viene a contatto con i liquidi biologici dei pazienti e sfilandola dal viso espone gli infermieri a possibili contagi.

È incredibile che nonostante gli studi in materia, l’azienda che fornirà le divise non abbia preso in considerazione questo aspetto (anche se gli altri non sono secondari quando ogni giorno devi indossare una divisa…) e che il responsabile della procedura dell’AOUP non abbia segnalato il problema.

Inoltre, non si capisce se le divise che verranno fornite, permetteranno di individuare il professionista che la indossa oppure il cittadino che arriverà in AOUP si troverà davanti centinaia di “casacche bianche” senza capire se ha di fronte un tecnico, un infermiere, un oss o un medico. In altre realtà, o attraverso il colore della divisa (e una legenda nei reparti) o attraverso strisce colorate, si può capire con chi stiamo parlando.

A margine di questa “novità” c’è anche da segnalare che la teleria da sala operatoria (fornita da qualche mese in appalto all’AOUP dalla stessa ditta che ora fornirà le divise) presenta molti problemi di tenuta e gli infermieri delle sale operatorie lamentano di trovarsi spesso con problemi di mantenimento dell’integrità dei campi operatori a causa della non tenuta delle parti adesive alla cute del paziente. Senza parlare dei camici sterili che presentano rattoppi e essendo di tessuto sintetico sottopongono medici e infermieri a vere e proprie saune.

Nonostante le ripetute segnalazioni ad oggi nessun intervento di modifica è stato fatto.