Nei giorni 30 gennaio, 5 e 7 febbraio 2019 l’Irlanda ha visto la stragrande maggioranza degli infermieri e delle ostetriche partecipare ad un epocale sciopero. Uno sciopero forte, duro, che si colloca in un contesto di difficile ripresa, nel Paese, dopo la crisi di qualche anno fa.

Ed è proprio da questa prolungata austerità che infermieri e ostetriche vogliono riscattarsi, a cominciare da due importanti tematiche: la mancanza di personale e gli stipendi troppo bassi.

Sono stati abili, colleghi e colleghe irlandesi, tanto che sono riusciti, con il sostegno e la guida del loro sindacato (INMO - Irish Nurses and Midwives Organisation) a sensibilizzare anche la popolazione: i sondaggi hanno riportato che il 74% dei cittadini ha visto favorevolmente la loro protesta.

Gli scioperi hanno convinto il Governo a scendere a compromessi e ad istituire un tavolo di trattativa sulla questione delle assunzioni e dei compensi salariali.

Pensare che, in Irlanda, un infermiere guadagna dai 25.000 ai 45.000 € lordi all’anno (e fino a 33.000 € la tassazione si ferma al 20%!). Un coordinatore può guadagnare da 44.000 a 63.000 €.

Inoltre, sempre in Irlanda, ci sono 15 infermieri ogni 1.000 abitanti, più del doppio che in Italia.

Quanti motivi in più avremmo noi, in Italia, di scendere in piazza e fare scioperi ad oltranza?

Eppure, in questo nostro belpaese, ancora gli infermieri affidano ad altri il proprio destino (anche se, per fortuna, il vento sta cambiando).

La mai sopita visione sessista dell’assistenza infermieristica che, purtroppo, in molti ambiti viene ancora vista come attività caritatevole di stampo femminile, in cui l’accettazione di una paga bassa deve andare di pari passo con la subordinazione e il senso di devozione che le lavoratrici devono mantenere deve finire!

All’aumento di attività complesse e ad alta responsabilità che hanno liberato da una parte gli infermieri dalla subordinazione ai medici, non sono seguiti aumenti stipendiali e indipendenza professionale.

In Irlanda, ad esempio, gli infermieri sono stati recentemente autorizzati a prescrivere farmaci. Hanno numerose possibilità di carriera, accompagnate da equi adeguamenti stipendiali.

Eppure, si sciopera. E si sciopera alla grande!

Meditiamo, colleghe e colleghi. Meditiamo…