Il trasferimento dei pazienti, sia all’interno delle strutture ospedaliere che a maggior ragione in ambito extraospedaliero, comporta sempre un certo grado di rischio.

Diversi studi hanno dimostrato che il trasporto in ambulanza provoca un aumento in pochi secondi di frequenza cardiaca, pressione sanguigna e livelli degli ormoni dello stress nel plasma.

Per questo il traporto in ambulanza deve avvenire previa valutazione dei rischi e dei benefici potenziali per il malato, garantendo a quest’ultimo il mantenimento degli standard di cura e assistenza previsti nel reparto di provenienza per tutto il tragitto, fino alla destinazione finale.

Il trasporto di un paziente rappresenta un momento rilevante nel continuum dell’assistenza sanitaria che richiede una gestione articolata e complessa, nonché competenze specifiche e graduate alle condizioni del paziente.

le tipologie di trasporto si differenziano in:

1. trasporto sanitario secondario o interospedaliero urgente (per garantire il trasferimento di un paziente critico da un ospedale verso altra struttura ritenuta più idonea per il ricovero)

2. trasporto sanitario secondario o interospedaliero programmato (per garantire il trasferimento di un paziente da un ospedale verso altra struttura ritenuta più idonea per consulenze, per prestazioni diagnostiche e/o terapeutiche specifiche)

3. il trasporto intraospedaliero del paziente dal pronto soccorso e/o unità di degenza verso altre e/o servizi di consulenza e/o diagnosi strumentale.

 

Il trasporto in ambulanza e l’attivazione del sistema nervoso simpatico

Qualsiasi sia il tipo di trasporto, molteplici sono i fattori stressanti come le alterazioni dovute a variazioni di energia cinetica causate dal movimento del mezzo, da interferenze del microclima come temperatura e umidità, e dalla posizione del paziente (seduto o disteso in barella). Le accelerazioni, le decelerazioni, le variazioni di direzione ma anche i sobbalzi dovuti a un manto stradale imperfetto si trasmettono direttamente o indirettamente al paziente trasportato.

Questa situazione stressante si manifesta con l’attivazione del sistema nervoso simpatico, comportando l’aumento in pochi secondi e per tutta la durata del trasporto, della frequenza cardiaca, della pressione sanguigna e dei livelli degli ormoni dello stress nel plasma (adrenalina, noradrenalina, cortisolo e prolattina).

 

Il Compito dell’operatore

Indipendentemente dal tipo di mezzo utilizzato, è compito dell'operatore evitare possibili danni aggiuntivi al paziente cercando di prevedere i possibili problemi per ridurre al minimo le conseguenze negative. Durante il trasporto è indispensabile monitorare i parametri vitali considerando sempre la possibilità di un aggravamento improvviso delle condizioni cliniche e controllare le terapie in corso.

 

Lo studio

Uno studio, pubblicato su Scenario, la rivista di Aniarti, è stato condotto presso la Centrale Operativa 118 SUEM Mestre-Venezia dell’Azienda ULSS 3 Serenissima. Campione: pazienti maggiorenni trasportati in ambulanza o in idroambulanza per almeno 5 minuti. Raccolta dei dati: dal 1° giugno al 15 settembre 2016. Sono stati raccolti dati demografici, causa e durata del trasporto e posizione del paziente; sono stati rilevati frequenza cardiaca, pressione arteriosa e saturazione di ossigeno prima e durante il trasporto.

 

Risultati

Si è potuto osservare che, nonostante gli operatori tendano a limitare i fattori intrinseci ed estrinseci che influenzano il trasporto, si riesce a ridurli ma non ad annullarli. I risultati dello studio, dimostranti che parte dei PV hanno subito delle variazioni.

La frequenza cardiaca è diminuita in tutti i pazienti, la pressione arteriosa sistolica è diminuita solo nei pazienti seduti ed è aumentata in quelli trasportati distesi, la pressione arteriosa diastolica è aumentata in tutti i pazienti.

Il trasporto con l'ambulanza ha determinato una diminuzione significativa della pressione arteriosa sistolica nei pazienti seduti e un aumento significativo della pressione arteriosa diastolica in tutti i pazienti; per la saturazione di ossigeno, non ci sono state alterazioni significative.

 

Da: Alterazione dei parametri vitali durante il trasporto in ambulanza ed in idroambulanza: studio di coorte

Manuela Nordio1, Nicola Bortoli2, Pierluigi Badon3, Sara Buchini4

1 Infermiera, Cardiologia, Ospedale SS Giovanni e Paolo, Azienda ULSS 3 Serenissima, Venezia

2 Medico, Centrale Operativa 118 SUEM Mestre-Venezia, Azienda ULSS 3 Serenissima, Mestre-Venezia

3 Infermiere, Tutor didattico, Corso di Laurea in Infermieristica, Università degli Studi di Padova

4 Infermiera, PO Responsabile settore EBM ed EBP e dello sviluppo professionale ed organizzativo, SC Direzione delle Professioni Sanitarie, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste