Standardizzare i protocolli, secondo i più acclarati studi scientifici, è il metodo più efficace per ridurre il rischio di malpractice, garantendo uniformità e lo stesso livello assistenziale.

A questo proposito sono state recentemente pubblicate le “Linee di indirizzo per la gestione degli accessi vascolari a medio e lungo termine nel paziente oncologico”, frutto della sinergia tra professionisti sanitari, un documento che ha dimostrato come il lavoro in rete sia indispensabile per raggiungere risultati ottimali.

I Dati

In Italia si stima che nel 2018 si arrivi a 373 mila nuovi casi di tumore (194 mila uomini e 178 donne), con un aumento in termini assoluti di 4.300 diagnosi in più rispetto al 2017. Ogni giorno circa 1000 persone ricevono una nuova diagnosi di tumore (Dati Aiom).

Molte delle persone con patologia oncologica si troveranno a convivere con un accesso vascolare centrale, sia esso Picc, Cvc o Port-a-cath.

Per questo diviene sempre più importante che gli operatori coinvolti nel percorso di cura, abbiano competenze specifiche e che agiscano garantendo prestazioni basate su evidenze scientifiche.

 

Le linee di indirizzo sono state realizzate dal Working Group Nursing (WGN) dell’Associazione italiana di Oncologia medica (Aiom), con lo scopo di disciplinare a livello nazionale l’assistenza al paziente oncologico portatore di AVC a medio e lungo termine.

Un documento di riferimento per gli Infermieri di oncologia, nato con l’intento di sensibilizzarli ed indirizzarli alla prevenzione delle complicanze correlate alla gestione degli AVC

 

Di Seguito in allegato le Linee di Indirizzo

 https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2019/03/2019_AiomWGN_LineeIndirizzoGestioneAVC.pdf