di Pompeo Cammarosano.

E’ noto a tutti che ogni lavoratore del Comparto ha una responsabilità disciplinare regolamentata contrattualmente (Titolo VI del CCNL 2016-18 da art. 64 ad art. 71).

Sembra che ci siano solo degli obblighi disciplinari del dipendente nei confronti dell’ Azienda ma così non è invece.

Il Testo Unico sul Pubblico Impiego, conosciuto comunemente come DLgs 165/2001, ha stabilito dei termini (art. 55-bis, comma 4) ben precisi alla durata del procedimento disciplinare. La durata di ogni procedimento, per legge, è di centoventi giorni, calcolati dal giorno della contestazione dell’ addebito disciplinare fino al giorno dell’ archiviazione del procedimento od irrogazione della sanzione.
Perciò anche l’ Azienda ha degli obblighi nei confronti del dipendente e non solo, poiché in caso di una loro violazione, sono applicabili anche delle sanzioni per i suoi Dirigenti (Dlgs 165/2001, art. 55-sexies, comma 3).
Nel caso di mancato esercizio o di decadenza dell’ azione disciplinare per omissione o ritardo, sono applicate, infatti, nei confronti dei Dirigenti responsabili del procedimento, delle sanzioni.
Questo, quanto sancito dal Legislatore ma nel mondo reale, poi, cosa succede veramente?
Succede che in un’ ASST Lombarda, siano stati violati i termini stabiliti dal DLgs 165/2001 e nonostante che vengano segnalate queste violazioni all’ Ispettorato per la Funzione Pubblica (organismo di vigilanza ma non giudicante), all’ Assessorato al Welfare della Lombardia e alla Direzione Territoriale del Lavoro, ad oggi, ad essere stato sanzionato, è solo ed unicamente il povero dipendente,
con una sanzione arrivata a distanza di circa duecentoventi giorni! Quasi il doppio dei centoventi giorni previsti come termine massimo dalla legge. Sarebbe più che legittimo, allora, vista la mancata applicazione delle sanzioni da parte dell’ Azienda nei confronti dei propri Dirigenti, ricorrere al Giudice del Lavoro, per impugnare una sanzione fuori dai termini e quindi irregolare ma reputiamo ragionevole non farlo, visto che le aule dei Tribunali sono già troppo affollate da tante altre cause di lavoro più importanti.
Troviamo però doveroso, denunciare presso tutti i lettori, queste irregolarità commesse da parte dei Dirigenti di un’ Azienda Sanitaria Lombarda, la cui terra diede i natali ad un famoso poeta latino che sicuramente si sarebbe rivolto a noi così dicendo: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.