Stamane è stato deliberato lo scioglimento dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria per infiltrazioni della `ndrangheta, la gestione è stata affidata ad una Commissione straordinaria, disponendo la sospensione dell'organo di Direzione generale dell'Azienda sanitaria provinciale, ai sensi dell'art. 143, comma 12 del decreto legislativo 18 agosto 267.

Una doccia fredda sui vertici dell’Azienda sanitaria di Reggio Calabria, ma prevedibile dopo il Blitz della scorsa settimana de Ministro della Salute Giulia Grillo, che così si era espressa in merito ““Sanità in Calabria ai confini della realtà”, ed ancora “ai calabresi non sono assicurati nemmeno i livelli minimi”.

A questo proposito era stato annunciato il Decreto Calabria, che adesso afferma la Grillo, diviene urgente applicare.

Un Decreto che prevede:

-Sostituzione ove necessario dei vertici aziendali compresi i Direttori Sanitari ed Amministrativi;

- Ampliamento delle facoltà straordinarie del Commissario in caso di scioglimento per infiltrazione mafiosa;

- Obbligo di avvalersi di centrali di committenza nazionali (come Consip o Equitalia) per l’edilizia sanitaria o di attingere in altre Regioni per appalti e forniture;

- Obbligo della gestione straordinaria per enti in dissesto finanziario con separazione tra gestione ordinaria e straordinaria

- Piano di assunzioni straordinario.

Lo scioglimento è statodeliberato dal Cdm su proposta del prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, in base all'esito dell'accesso antimafia eseguito nei mesi scorsi. La gestione provvisoria è stata affidata ad una Commissione straordinaria composta dal prefetto Giovanni Meloni e dai dirigenti del ministero dell'Interno Maria Carolina Ippolito e Domenico Giordano