"Il DiProSa (direzione delle professioni sanitarie e tecniche del comparto) del policlinico Sant’Orsola è alla ricerca di risorse finanziarie utilizzando il collaudato accordo di finalizzazione”. Lo dichiara il NurSind, guidato a Bologna da Antonella Rodigliano

L'accordo, è stato sottoscritto tra le OO.SS. FIALS, UIL, FSI ed il DiProSa (direzione delle professioni sanitarie e tecniche del comparto) del policlinico di Sant’Orsola di Bologna.

"Si tratta di un modello di accordo che dal 2017, - spiega Rodigliano - con l’intento di qualificare e razionalizzare le risorse, ha tolto soldi dalle tasche degli infermieri che operavano nei contesti assistenziali con funzioni specialistiche (ad es. case manager). Tutto il personale è stato mortificato da un rinnovo contrattuale atteso da circa dieci anni, che ha destinato un ammontare di risorse imbarazzante data la loro esiguità rispetto alla voragine di quanto perduto in termini di potere di acquisto dei lavoratori".

"Ebbene nella nostra azienda, - continua il segretario NurSind - il DiProSa, (che appare agire come se non avesse coscienza delle condizioni in cui opera il personale di assistenza), dopo che le piante organiche carenti in maniera pesante e delle quali viene bloccata la copertura del turn over e inoltre anche il numero dei posti letto è stato ridotto, e tutto ciò ha determinato un incremento del carico di lavoro assistenziale per poter rispondere alle esigenze di salute di una popolazione che invecchia), con tale accordo raschia il fondo del barile di fondi contrattuali striminziti, muovendo con prestigio poste economiche da una voce di bilancio all’altra, (ad esempio riducendo le risorse  da destinare al lavoro straordinario e alla reperibilità), e con tali briciole coprire l’impegno del personale che si fa carico del contenuto assistenziale di procedure aziendali e dei picchi di afflusso al pronto soccorso: praticamente quasi ogni giorno".

Il NurSind pone l'interrogativo: "è troppo chiedere alla regione di incrementare le risorse aggiuntive da destinare ai fondi contrattuali e di far crescere le dotazioni organiche, prospettando che se ciò non accade si determinano servizi sanitari che non potranno erogare prestazioni in grado di soddisfare i bisogni di assistenza"?

"Sarebbe opportuno che si cercasse di far crescere una cultura organizzativa - afferma Rodigliano - che permetta alle diverse professioni di interagire e di integrarsi nel loro operare, invece di distribuire confetti di benefit (le tabelline messe in giro come trofeo dai sottoscrittori di tale accordo) pagati con i soldi risparmiati con le nuove modalità capestro di pagare l’indennità di turno, e con quanto ottenuto togliendo le quote destinati a particolari funzioni specialistiche degli infermieri".

Il NurSind di Bologna, che è presente con quattro esponenti nella RSU aziendale del Poloclinico S.Orsola, chiede che la documentazione diventi oggetto di contrattazione aziendale e che vengano messi a disposizione delle parti trattanti con congruo anticipo in modo che le stesse possano elaborare il proprio contributo.

"Ribadiamo che l’attuale contratto presenta tante ambiguità in relazione a diversi aspetti del lavoro - conclude il segretario NurSind di Bologna Antonella Rodigliano - che si sviluppa nei servizi sanitari e saremo attenti affinché la loro eventuale applicazione non penalizzi la qualità delle prestazioni assistenziali degli infermieri. Il confronto sindacale che ci impegniamo a promuovere si basa sul rispetto delle diverse realtà organizzative presenti in azienda, e di determinare le condizioni per far crescere il ruolo che gli infermieri ricoprono nella nostra realtà aziendale".