Non è tutto oro quello che riluce e non sempre i numeri e la matematica possono descrivere con obiettività le reali condizioni di lavoro e il servizio reso agli utenti.

Risponde così il NurSind Terni a quanto dichiarato da Dal Maso, Direttore Generale dell’Azienda Santa Maria, in una conferenza stampa.

 

La conferenza stampa

Dal Maso ha sintetizzato l’andamento del piano di riorganizzazione e delle attività del triennio 2016-2019, illustrando anche i risultati di un sondaggio di opinione telefonico effettuato all’inizio di marzo su un campione di cittadini residenti nella provincia di Terni, dichiarando che:

“ E’ cresciuta la dotazione del personale medico-infermieristico e di tutte le professioni sanitarie, passando da 1.627 unità nel 2014 a 1.666 unità alla fine del 2018, contro le 1.864 unità attese al 2020 in base al fabbisogno concordato con i sindacati e comunicato alla Regione. Inoltre, nel rispetto dei limiti imposti dalla vigente normativa, i posti letto sono cresciuti passando da 541 nel 2014 a 554 nel 2016 a 578 nel 2018 (di cui 533 ordinari e 45 in regime di day-hospital e day surgery). In crescita del 16,5% rispetto al 2015 il volume della attività specialistica ambulatoriale, dell’1% rispetto al 2017 il numero delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e del 2,8% quelle di Pronto soccorso, che nel 2018 ha registrato 44.442 accessi di cui il 2,9% con codice rosso, il 25,2% con codice giallo e il resto con codice verde e bianco (60,1 + 11,9%) a testimonianza della inappropriatezza di accessi di cui si fa carico la struttura ospedaliera. Nonostante la carenza di anestesisti e la riduzione di circa 400 sedute operatorie, la riorganizzazione dei blocchi operatori ha consentito di mantenere stabili le attività di sala operatoria, con 19.866 interventi”.

Dall’indagine telefonica è emerso che il 75,3% degli intervistati esprime un giudizio positivo e tra questi il 20,3% la reputa una struttura eccellente, di pari livello (27,3%) o superiore (42,0%) agli altri ospedali della regione, in particolare per quanto riguarda cardiologia e la cardiochirurgia (49,8%), neurologia e neurochirurgia (14,8%), oncologia (13,5%).

 

Come stanno veramente le cose

A parlare è Paolo Scaramuccia, segretario territoriale NurSind Terni:

In termini di dotazioni organiche del personale continua ad essere estremamente problematica, dei due bandi di concorso indetti ancora non ci sono ancora le date; le condizioni di lavoro del personale rimangono estremamente complicate e disagiate, tutti i reparti di fatto espletano le proprie funzioni con aliquote di personale ridotto al minimo, costretto molto spesso ad effettuare anche raddoppi di turno per sopperire alle assenze dei colleghi per ferie, malattie” continua Scaramuccia “tra le criticità c’è quella che riguarda la Sicurezza del personale Sanitario, specie alla luce dei recenti fatti di cronaca, ovvero la sparatoria tra le forze dell'ordine e due detenuti, nel tentativo di fuga dal nosocomio ternano.

Le aggressioni al personale sanitario si sono fatte sempre più frequenti, e per questo le Direzioni dell’Azienda Ospedaliera dell’Usl Umbria2, devono immediatamente affrontare la problematica avviando un programma di prevenzione tramite, ad esempio, corsi di formazione appositi che preparino gli operatori a PREVENIRE e GESTIRE le reazioni avverse ed i conflitti con l'utenza, soprattutto a quegli operatori che operano sul territorio (servizio del 118) e dagli operatori dei Pronto Soccorso, che quotidianamente devono affrontare situazioni sempre più difficili”