Di Enrico Virtuoso Infermiere Legale e Forense


Trascorso inutilmente il tempo necessario per proporre ricorso in Cassazione da parte dell’ASP di Caltanissetta avverso alla Sentenza della Corte di Appello del capoluogo nisseno n. 365 del 24 ottobre 2018 circa il procedimento avviato nel 2013 da alcuni colleghi per demansionamento infermieristico presso l’U.O. di Chirurgia d’Urgenza dell’Ospedale S. Elia, la vicenda può dirsi “passata in giudicato” e quindi definitivamente conclusa.


Con la Sentenza n. 365/2018 la Corte di Appello di Caltanissetta rigetta l’appello proposto dall’ASP di Caltanissetta contro la sentenza n. 52/2016 in funzione di giudice del lavoro nella quale si dichiarava che gli Infermieri ricorrenti hanno effettivamente svolto anche mansioni inferiori non rientranti tra quelle di inquadramento con carattere di continuità, esclusività e prevalenza condannando l’Azienda Sanitaria siciliana ad adibire i ricorrenti ai compiti previsti dalla qualifica di appartenenza ed al risarcimento del danno non patrimoniale; inoltre, la Corte d’Appello condanna l’ASP alla refusione delle spese di lite sostenute dagli appellati oltre al versamento dell’importo a titolo di contributo unificato dovuto per l’appello.
La Corte, dunque, rigetta tutte le argomentazioni addotte dall’Azienda e poste al limite della temerarietà, tanto da costringere il Giudice a scrivere:”… a parte le ampie digressioni al più di rilevanza antropologica… e quelle di rilevanza al più sociologica… ammettendo in ogni caso, la dedotta mancanza in reparto di lavoratori inquadrati come OSS… nulla ha inteso poi dedurre circa le statuizioni con le quali il primo giudice ha ritenuto che la provata adibizione dei ricorrenti anche a mansioni inferiori sia avvenuto in modo del tutto illegittimo, tenuto conto che in applicazione dell’articolo 2087 cc… ha una valenza e non limitata agli aspetti di sicurezza strictu sensu intesa, nonché dei canoni di correttezza e buona fede, il datore di lavoro ha violato i propri doveri non provvedendo ad assegnare idonee figure professionali al reparto in questione, con ciò costringendo gli Infermieri a svolgere compiti non di loro competenza.”
Non vi sono più alibi per Chi deliberatamente ha fatto e fa in modo che gli Infermieri vengano, anche parzialmente, demansionati negando loro (soprattutto ai Cittadini/degenti) la necessaria e sufficiente presenza del Personale OSS o, per Chi volontariamente si è girato e si gira dall’altra parte negando o sminuendo l’esistenza del fenomeno o, ancora peggio, lo ha giustificato… la verità processuale è ormai cristallizzata; finalmente conquistiamo come categoria la certezza di un diritto di cui si è per troppo tempo inutilmente dibattuto, valevole per tutta Italia (isole comprese), non è più permesso fare a Bolzano ciò che è vietato a Caltanissetta e non si può fare nelle Medicine ciò che è vietato nelle Chirurgie (o in altre Unità Operative) e possiamo affermare che:
- Ogni Infermiere ha diritto ad essere Infermiere e a svolgere le funzioni per cui è stato assunto e che la legge gli assegna.
- Demansionare un Infermiere è un abuso ed è un illecito.
- Demansionare un Infermiere è incredibilmente costoso.
- Lasciare i Reparti senza o con insufficiente presenza di personale OSS semplicemente non è più possibile, come non è possibile privare i malati della loro assistenza, poiché tutto ciò è illegittimo.
Non solo, possiamo adesso evitare anche il triplice danno che da anni si perpetra nei confronti:
- Della Dignità dei Professionisti, della rilevanza sociale della Professione e della valorizzazione economica del lavoro infermieristico.
- Della Salute dei Cittadini, visto che la Letteratura scientifica ha già da tempo ampiamente dimostrato la pericolosità dell’offerta sanitaria che avvenga in presenza di carenze di organico di personale di assistenza (Infermieri e OSS) a causa delle cure mancate, delle cure incompiute e delle cure sbagliate.
- Delle Casse dello Stato e della stessa sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale (e di quelli regionali).
Il Demansionamento infermieristico è dovuto alle carenze dell’intero Sistema, che non sono solo numeriche ma anche organizzative e di cultura dell’assistenza, in una Regione, come la Sicilia, da sempre povera di risorsa infermieristica e poverissima (sin dalla sua istituzione nel 2001) della risorsa rappresentata dagli OSS, la cui soluzione del problema al momento è demandata alla Politica o ai Tribunali (bisogna solo scegliere la migliore); la Politica e le Istituzioni sanitarie sono avvisate! E bene farà l’Assessore regionale alla Salute della Sicilia a tenere in debito conto la proposta del Coordinamento regionale degli OPI circa la rivalutazione dei coefficienti di Infermieri e di OSS nelle dotazioni organiche delle Aziende Sanitarie siciliane al fine di garantire assistenza sicura e di qualità; in considerazione del fatto che fra pochissimi anni il SSR perderà una discreta percentuale di Infermieri e la quasi totalità degli OSS visto l’elevata età media di quelli ancora in servizio; da oggi qualsiasi Infermiere demansionato e qualsiasi Organizzazione di rappresentanza avrà una potentissima arma a disposizione per ottenere GIUSTIZIA e ritornare alla certezza del Diritto.
Infine, sento il dovere di ringraziare per l’incredibile occasione che ci è stata offerta, i sei meravigliosi Colleghi di Caltanissetta e l’Avvocato Dedalo Pignatone che oggi rappresenta la Sicilia come Deputato della Repubblica e che ha perorato una nobilissima causa che riscrive la storia dell’Infermieristica italiana, per il piccolo contributo che mi è stato possibile dare.
Il demansionamento infermieristico, cari colleghi, non è una questione tra le questioni di cui occuparsi solo quando non si ha niente altro da dire… è la Questione delle questioni, la più importante di tutte, il resto verrà da sé.
È giusto che finisca qui e che finisca ora!