La Formaldeide, insieme ad altre 4 sostanze chimiche nocive, è stata inserita nella direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni che, prossimamente, dovrà indicare i nuovi valori limite di esposizione professionale e cioè la concentrazione massima nell'aria sul luogo di lavoro.

La principale novità contenuta nella normativa appena approvata è , infatti, l’introduzione nella lista delle sostanze chimiche nocive per tutto il territorio dell’Unione Europea, in aggiunta alle altre 21 già individuate di cadmio, berillio, acido arsenico, il 4,4’ metilene-bis e formaldeide. Si tratta di sostanze utilizzate in ampi settori produttivi dall’edilizia all’elettronica, dalla fabbricazione di batterie al settore de riciclaggio, dal settore dell’imbalsamazione e funerali ai laboratori di patologia e autopsia. Lo scopo è quello di migliorare le condizioni di lavoro di oltre un milione di lavoratori europei e di prevenire oltre 22mila nuovi casi di malattia professionale all’anno.

I legislatori hanno fissato dei periodi di transizione riguardo all’applicazione dei limiti di esposizione a queste sostanze nocive che, per la formaldeide sarà di 5 anni unicamente per il settore sanitario e funerario.

Inoltre, la Commissione Europea si riserva di modificare, entro la fine del secondo trimestre del 2020, la direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni con l’inclusione di farmaci pericolosi come i citotossici e nuovi strumenti di tutela per la salute dei lavoratori.

 

Ricordiamo che, attualmente, il valore limite di esposizione a lungo termine alla Formaldeide è pari a 0,12 mg/m3, mentre quello breve termine è pari a 0,37 mg/m3. L’inserimento della sostanza nell’elenco della direttiva europea degli agenti cancerogeni e mutageni permetterà, dunque, un ulteriore riduzione della soglia di esposizione con importanti ripercussioni sulla salute di molti operatori sanitari.

In ambito sanitario le figure professionali esposte a rischio di contaminazione sono, infatti, oltre agli infermieri di sale operatorie ed endoscopie e gli operatori delle anatomie patologie che processano i pezzi anatomici in formalina, anche coloro che si occupano del loro trasporto e smaltimento.

 

La formaldeide, inoltre, già dal 1 gennaio 2016 è stata classificata come cancerogeno di categoria 1B, vale a dire è passato da sostanza “ sospettata di provocare cancro” a sostanza che “provoca il cancro” ciò ha determinato la necessità, nei luoghi di lavoro dove la formaldeide è presente e dove , dunque, ci sono lavoratori esposti, la revisione del Documento di Valutazione del Rischio secondo le indicazioni del Titolo IX del D.Lvo 81/08 (protezione da agenti cancerogeni e mutageni) e l’applicazione degli obblighi previsti (sistemi chiusi, eliminazione o riduzione del rischio, registro esposti, sorveglianza sanitaria ).

 

Una linea guida ministeriale del maggio 2015 prevedeva, inoltre, un tempo massimo di tre anni per l’eliminazione definitiva dell’ uso della formalina in sala operatoria, mediante provvedimenti quali:

1)    Utilizzo di contenitori precaricati per le piccole biopsie.

2)    Contenitori “a vuoto” a circuito chiuso con rilascio di formalina alla chiusura.

Dove possibile

3)    Installazione di sistemi di posta pneumatica

4)    Presenza di locali di anatomia patologia in prossimità del blocco operatorio e degli ambulatori chirurgici.

 

Di seguito un breve promemoria delle caratteriste della sostanza e delle conseguenze in caso di contaminazione.

 

LA FORMALDEIDE E I SUOI RISCHI PROFESSIONALI

La formaldeide, o aldeide formica, è un gas incolore dall’odore pungente, altamente solubile in acqua. Il suo nome deriva dall’acido formico, veleno urticante prodotto dalle formiche, in soluzione acquosa è nota col nome di formalina, spesso utilizzata e commercializzata nella sua versione tamponata (ad esempio con fosfato) e stabilizzata con metanolo (per inibire la polimerizzazione della formaldeide).

In ambito sanitario la formaldeide è usata sotto forma di soluzione acquosa con concentrazione del 4% (10% di formalina al 40% di aldeide) e viene utilizzata come fissativo di pezzi anatomici, soprattutto, in anatomia patologica, endoscopie, sale operatorie, ambulatori di urologia (liquido di Bouin) e di ginecologia e, raramente, come sostanza germicida. Nei laboratori di analisi, sezione di microbiologia, la formaldeide al 4% può essere usata come fissativo delle feci per esami parassitologici.

Secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) vi è sufficiente evidenza che la formaldeide sia cancerogena per l’uomo e in particolare causi: cancro del nasofaringe (rinofaringe) e leucemia. L’esposizione alla formaldeide è stata, inoltre, positivamente associata a cancro del seno nasale.

Le esposizioni principali alla formaldeide avvengono, infatti, per contatto o per inalazione di vapori durante il suo impiego. L’assorbimento avviene prevalentemente per via respiratoria e digerente. E’ irritante per la cute e mucose (oculari, delle vie respiratorie e di quelle digerenti).

 

Procedure da seguire in caso di incidente o versamento ambientale

  • In caso di contatto cutaneo:

- Lavare abbondantemente la cute con acqua fredda e togliere eventuale abbigliamento contaminato.

- Se necessario, portare l’infortunato al Pronto Soccorso.

  • In caso di spruzzo accidentale agli occhi

- Lavare immediatamente e abbondantemente gli occhi mantenendo la palpebre ben aperte.

- Inviare subito l’infortunato alle cure dell’oculista;

  • In caso di inalazione accidentale

- Trasportare la persona colpita in un luogo aerato, se necessaria, effettuare la respirazione artificiale o somministrazione di ossigeno.

- Condurre l’infortunato al Pronto Soccorso;

  • In caso di ingestione fortuita

- Somministrare ripetute piccole dosi di un cucchiaio di soluzione di idrato di ammonio alla concentrazione dell’1%.

- Condurre immediatamente l’infortunato al Pronto Soccorso;

  • In caso di sversamento

- Indossare DPI appropriati (indumenti protettivi, guanti, mascherina ed occhiali).

- Coprire l’area dello sversamento/rottura e quella adiacente con carta assorbente o tessuto o meglio con specifici prodotti adsorbenti.

- Nel caso di contemporanea presenza di materiale biologico, versare un disinfettante idoneo ed aspettare almeno 20’.

- Togliere la carta con pinze e metterla in un contenitore sigillato.

- Togliere i frammenti (vetri e/o plastica) con le pinze e metterli nell’apposito contenitore.

- Nel caso di versamento di grosse quantità di materiale ripetere l’operazione.

- Segnalare l’evento al preposto su apposito modulo.

 

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