Con una lettera sottoscritta dal Segretario Regionale Vincenzo Marrari e da tutti i Segretari Territoriali delle Province di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia, il NurSind Calabrese si fa portavoce dei disagi che gli operatori sanitari, Infermieri in testa, vivono quotidianamente.

Lettera che, stante il forte disagio che gli Infermieri (unitamente a tutti i Professionisti del Comparto) vivono quotidianamente, è stata inviata per conoscenza anche alla FNOPI.

Le carenze organiche difatti, sono talmente gravi e croniche da aumentare il rischio clinico ed esporre gli operatori sanitari a situazioni di malessere che sfociano talvolta in patologie lavoro-correlate.

Il NurSind tuona: “Qualora dovesse concretizzarsi il blocco del turn-over fino al 2020, e quindi l’impossibilità di sostituire i pensionandi, soprattutto alla luce di “Quota 100” in un sistema sanitario regionale già in grave difficoltà come quello Calabrese, si rischia di non garantire servizi essenziali ai cittadini, compromettendo così l’inalienabile DIRITTO ALLA SALUTE.”

Affermazioni che non nascono dal caso, ma che si fondano su uno studio elaborato dalla stessa FNOPI, che stima un fabbisogno di personale Infermieristico per il SSR calabrese, che si attesta sulle 1806 unità.

Alla luce di “quota 100”, si prevede la possibile uscita già alla finestra di Ottobre, di ulteriori 974 unità.

Il fabbisogno totale nell’autunno del 2019, si attesterebbe quindi su un totale di 2780 Infermieri.

Ma secondo il NurSind, esistono delle soluzioni che, previe le dovute coperture economiche, consentirebbero l’immissione veloce e efficace di centinaia di Infermieri in servizio, nella lettera si legge infatti: “Le soluzioni, esistono e sono sotto gli occhi di tutti. Vari DCA come il 107 ed il 154, emanati dal precedente Commissario Ing. Massimo Scura, hanno autorizzato assunzioni che tutt’ora non sono state espletate.

Ci riferiamo, ad esempio:

-           alle stabilizzazioni degli Infermieri precari (ed altre figure del Comparto come i TNFP e TSLB), già inseriti nelle dotazioni organiche, che ancora non hanno beneficiato del diritto alla conversione del contratto in tempo indeterminato ai sensi del DLgs 75/2017 (alias Decreto Madia);

-          All’utilizzo immediato a livello Regionale delle graduatorie di concorso di Cosenza e Catanzaro (deliberate proprio in quest’ordine) che consentirebbero l’immediata immissione in servizio di quasi 800 professionisti, giovani, preparati e recentemente selezionati, che attendono da mesi la chiamata mediante scorrimento delle graduatorie;

Queste soluzioni, sarebbero immediate, a costo zero in quanto già esitate e consentirebbero quantomeno di tamponare le emergenze conseguenti al sommarsi dei pensionamenti per Quota 100 alla carenza organica cronica.

Inoltre, al fine di ripristinare i LEA adeguandoli ai livelli delle altre Regioni, sarebbe opportuno esitare al più presto i bandi di mobilità già banditi, come quello per 91 posti all’ASP di Reggio Calabria, e consentire alle Aziende che hanno già espletato stabilizzazioni e mobilità ì, di procedere a nuovi Bandi di concorso, per dare la possibilità anche ai neolaureati di concorrere per un posto di lavoro nella propria terra.

In tal senso, l’indizione di un bando unico Regionale, snellirebbe i tempi burocratici attraverso la centralizzazione della gestione, abbatterebbe i costi, ed eviterebbe gli inevitabili interscambi che ingolferebbero la burocrazia delle varie Aziende Regionali.”

Per disciplinare quanto sopra, il Nursind ha chiesto un incontro con la Struttura Commissariale, per garantire processi veloci ed efficienti nelle procedure di assunzione.