Il Sindacato Infermieristico NurSind si era già interessato dell’argomento pochi giorni fa, prendendo una posizione netta nei seguenti articoli:

-          Nursind Calabria scrive al Commissario Cotticelli: assumere subito infermieri o sarà a rischio la continuità assistenziale

-         NurSind interviene sulle politiche sanitarie regionali: vogliamo vederci chiaro tutelare cittadini e professionisti

 

E' inutile spendere ulteriori parole e/o girare intorno al problema:

IN CALABRIA E' A RISCHIO LA CONTINUITA' DELL’ASSISTENZA

 

Come avevamo già abbondantemente denunciato ad Ottobre, ma sostanzialmente già praticamente da adesso in virtù di un problema così cronico, mancheranno dall’organico del SSR calabrese ben 2800 Infermieri (fonte Centro Studi FNOPI).

SI AVETE CAPITO BENE: 2800!!!

 

Ora, la situazione è la seguente: ci sono Reparti come la Pediatria di Corigliano, che in questi giorni hanno rischiato la CHIUSURA a causa della carenza di personale. Per scongiurarla si è dovuti giungere ad un accordo interaziendale facendo arrivare personale dalla graduatoria di un'altra Azienda.

E questo è solo uno dei tanti esempi, tra tutti il più attuale.

 

Come pensa la Regione di garantire i servizi, anche quelli essenziali, alla luce di un così enorme vuoto di personale?

Come pensa il Governo di garantire il rispetto dei LEA e dell’articolo 32 della Costituzione, stante la mancanza di 2800 Infermieri?

 

 

Soprattutto, su questo aspetto, ci si domanda come possa il nominatissimo “Decreto Calabria”, strumento indispensabile ed eccellente su molti aspetti, essere così carente sulla più preminente ed incisiva problematica: LA CARENZA DI PERSONALE.

Sembrerà assurdo ai nostri lettori, ma il Decreto Calabria, non nomina le assunzioni. Incredibile ma vero.

Il tanto proclamato Decreto non fa alcun riferimento né alla possibilità né ed alle modalità di assumere personale.

Addirittura, pare che stante il disavanzo il disavanzo stimato in circa 167 milioni di Euro, ci sia la concreta ipotesi di un blocco delle assunzioni da qui al 2020, che scatterebbe in automatico al superamento della soglia di 160 milioni, (quindi per scongiurarlo basterebbe rientrare di 6 milioni su 167???).

Questa voce è molto più di uno spauracchio, al punto che circa 10 giorni fa la Regione ha sollecitato ai Direttori Generali l’utilizzo dello strumento dello scorrimento delle graduatorie prima che subentri il blocco, che sembra ormai una certezza, anche se le ultimissime voci parlano di richieste di deroghe.

 

Quale sarebbe lo scenario qualora subentrasse effettivamente un blocco delle assunzioni fino al 2020 è facile da immaginare: il caos più totale: continuità dell’assistenza impossibile da garantire e reparti a rischio chiusura.

 

Anche su questo tema eravamo intervenuti col seguente articolo: Decreto Calabria c'è la bozza ma non le assunzioni: col blocco del turn over al 2020 sarà comunque una tragedia

 

Le possibili soluzioni?

A fronte di 2800 posti vacanti per Infermieri ci sono:

-          I precari che attendono di essere stabilizzati, vedi il GOM di Reggio Calabria, circa 20/30 aventi diritto.

-          Gli idonei delle graduatorie di Cosenza e Catanzaro, in totale meno di 800 dei quali circa la metà sono già stati assunti;

-          I mobilisti che avevano preso parte alle mobilità dell’ASP di Reggio Calabria, meno di 300 partecipanti per 91 posti;

-          I precari attualmente in servizio, sia quelli più datati che i neoassunti all’ASP di Reggio.

 

Infermieri che qualora venissero assunti tutti e subito, tra stabilizzabili (già conteggiati in dotazione organica), idonei delle graduatorie e mobilisti, non supererebbero le 600 unità.

 

Quindi la conclusione alla quale arriviamo è molto semplice e diretta:

in Calabria la carenza è talmente vasta che c’è posto per tutti.

 

C’è posto per stabilizzare, scorrere le graduatorie, espletare le mobilità e mantenere i precari in servizio, tutto questo risolvendo il problema della carenza organica in una misura non superiore al 30%.

C’è posto per gli attuali aventi diritto e per molti altri ancora.

In sostanza assistiamo a 2 principi che si scontrano: il problema economico versus la continuità assistenziale (alias diritto alla Salute).

In uno Stato di Diritto la questione non dovrebbe nemmeno porsi e tutto dovrebbe protendere a favore del Diritto del cittadino a recarsi in Ospedale e non trovare chiuso per assenza di personale.

L’auspicio più grande è quello di non assistere all’ennesime riproposizione delle lotte fratricide tra Infermieri appartenenti a varie fazioni, mobilisti vs idonei vs precari.

 

La categoria Infermieristica deve dare prova di compattezza e restare unita a lottare per il raggiungimento di obiettivi comuni.

 

I prossimi mesi ci diranno se il Decreto Calabria riuscirà a riequilibrare l’asset economico/finanziario/gestionale del SSR e se avremo quindi la possibilità a scadenza del Decreto, tra 18 mesi, di avere in Calabria una sanità “normale”, non solo dal punto di vista dei LEA.

È ovvio però, che fino ad allora, non esiste la possibilità di mettere in atto blocchi delle assunzioni, o il SSR rischia invece di saltare.