Il NurSind di Brindisi, guidato dal segretario Carmelo Villani, ha proclamato un nuovo sciopero aziendale del personale infermieristico dalle ore 7 di martedì 21 maggio alle ore 7 di mercoledì 22 maggio.

La decisione, attreverso una nota, è stata comunicata all’azienda sanitaria, al prefetto, al dipartimento Funzione pubblica della presidenza del Consiglio e alla commissione di Garanzia sciopero.

"Il problema principale - afferma Carmelo Villani -  è quello riguardante le pronte disponibilità attive divenute da tempo un vero e proprio turno notturno che troppo spesso travalica le 12 ore continuative. Ma come a distanza di quattro mesi dalla scadenza del contratto nazionale del lavoro, con la stagione estiva ormai alle porte, non siano ancora stati avviati gli incontri delle delegazioni trattanti al fine di procedere alla discussione della contrattazione integrativa aziendale”.

Da qui la decisione di proclamare la giornata di sciopero da parte del NurSind di Brindisi.

"Chiediamo al Management dell'Azienda - continua Villani - l’impegno di rispettare gli accordi nazionali e aziendali vigenti in tema di garanzia dei servizi minimi essenziali. Garantiremo le sole ‘prestazioni indispensabili e le attività pertinenti al profilo, relative all’assistenza d’urgenza per cui i ‘contingenti minimi sono stati definiti". 

Il personale durante le ore sciopero non è tenuto a svolgere le seguenti attività.

  • l’esecuzione di esami diagnostici (ematochimici, radiologici, ecc.) di routine non urgenti;
  • l’assistenza e la predisposizione di interventi chirurgici programmati, rinviabili e non urgenti; l’esecuzione del “giro medico” in quanto effettuabile dal personale dirigente anche senza la presenza dell’infermiere (il personale infermieristico in ogni caso garantirà la corretta somministrazione delle prescrizioni diagnostiche-terapeutiche non deferibili nel tempo);
  • l’esecuzione da parte del personale infermieristico delle attività alberghiere per le persone autosufficienti;
  • il rifacimento del letto dei pazienti autosufficienti;
  • accompagnare il paziente a visite o esami non urgenti. 

"Queste - conclude Carmelo Villani - sono alcune delle prestazioni ritenute non indispensabili e programmabili ai fini della garanzia dei diritti, costituzionalmente tutelati.

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