Le istituzioni e gli organi aziendali debbono godere della massima trasparenza nello svolgere le proprie funzioni”, afferma Marco Erozzardi, segretario territoriale NurSind Perugia e Coordinatore Regionale NurSind Umbria, Per questo chiediamo le dimissioni di due delegati RSU, appartenenti uno alla UIL e l’altro alla CGIL, che con responsabilità diverse emerse dall’indagine in corso e dalle pubblicazioni di stampa, risultano coinvolti nell’inchiesta definita “Sanitopoli”.

Il 07/05/20109 scorso, con un notevolissimo ritardo rispetto alla richiesta di convocazione fatta pervenire alla Coordinatrice RSU da NurSind, si è svolta la prima assemblea RSU del 2019 presso la sede direzionale della A.O. di Perugia.

Ritardo giustificato, a dire della Coordinatrice RSU, dalla decapitazione di tutta la struttura dirigenziale della azienda; come se la RSU avesse come interlocutore principale solo la dirigenza aziendale e non, in primis, tutti i lavoratori del comparto.

Un ritardo ingiustificabile per Erozzardi, l’assemblea che non si riuniva da sei mesi (come se non esistessero problemi all’interno dell’Azienda da discutere e risolvere). Tale mancanza non deriva in realtà dall’assenza di interlocutori, come purtroppo nell’ultimo mese è accaduto, ma alla distanza che ormai intercorre tra i rappresentanti dell’assemblea ed i lavoratori, verso i quali non si adottano comportamenti ed azioni atti al superamento di criticità croniche.

 

“La nostra lecita richiesta di dimissioni dei due delegati, ha scatenato una bagarre, siamo stati tacciati di giustizialismo, di aver operato “in nome di qualche tessera in più!”, continua Erozzardi, “Nursind è partito in Umbria con 23 tesserati compreso chi scrive, e nell’arco di pochi anni è diventato in Azienda è il terzo sindacato, Non abbiamo bisogno di tessere, abbiamo bisogno di portare la massima serietà e legittimità in questa assemblea dei Rappresentanti dei Lavoratori; abbiamo necessità di risolvere i problemi che in tanti si ostinano a negare ed insabbiare, mettendoci la faccia e l’impegno quotidiano, sottraendo tempo agli affetti, alla famiglia e utilizzando spesso risorse personali”.

 

La richiesta, afferma Erozzardi , non è nata dalla necessità di fare giustizia: a questo penseranno gli organi giudiziari competenti nei modi opportuni e nel tempo necessario. Ma dall’esigenza, in un momento così complicato, di rappresentare al meglio gli interessi dei lavoratori con un gesto di trasparenza assoluta che metta l’assemblea RSU in condizione di lavorare serenamente, senza che vi siano dubbi o illazioni relativamente alle iniziative intraprese”