Precisamente sono 901 ore e 50 minuti il debito orario cumulato dall’infermiere, rilevato alla data del 28/02/2019. L’azienda area vs 5 di S. Benedetto del Tronto ha notificato di procedere al recupero economico del monte ore in debito, pari a circa 12.000 Euro, con rate mensili corrispondenti ad 1/5 dello stipendio. Il collega non è l’unico ad aver ricevuto tale comunicazione, altri infermieri si trovano con simile situazione ma con debito orario inferiore e minori importi in recupero, in media circa 700 Euro.

La colpa non è dei professionisti infermieri è inadempiente l’ASUR Marche 5, questa l’immediata protesta e  diffida inoltrata ai vertici aziendali dalla Segreteria NurSind Ascoli Piceno – Fermo.  Denunciato il reiterato abuso e mal gestione della turnistica e orari di servizio degli infermieri.

Il Segretario territoriale Maurizio Pelosi sottolinea che le 36 ore settimanali disposte dalle nomative vigenti, non sono mai state garantite agli infermieri e tale grave criticità era nota all’azienda. Il NurSind aveva sollevato il problema più volte ma l’azienda invece di trovare una soluzione ha preferito sfruttare questo abuso, pensando di averne un congruo profitto sulle spalle dei lavoratori.

Gli infermieri hanno sempre rispettato gli orari di servizio programmati dall’azienda, quindi è profondamente ingiusto che ora debbano pagare le conseguenze di una scorretta gestione delle risorse umane realizzata dalla stessa Dirigenza ASUR 5.

Maurizio Pelosi Nursind Ascoli Piceno chiede: ”…Come mai l’ASUR Marche area vs 5 procede al recupero del debito orario ma non è disposta a retribuire il lavoro straordinario ?..... Questa azione unilaterale dell’azienda sanitaria senza confronto sindacale è illegittima. Gli abusi contrattuali sull’orario di servizio gravano soprattutto sugli infermieri, che nel contempo risultano in maggior carenza e sofferenza”. Il Segretario Territoriale Pelosi è deciso:”….L’ASUR Marche 5, dovrà sospendere ogni azione in danno degli infermieri, siamo pronti a tutelare gli infermieri nelle sedi ispettive e giudiziarie competenti….”