Lunedì 29 luglio, dopo un nuovo colloquio con Amos, il Commissario dell’Asl farà sapere a Nursind quale è stata la decisione presa dalle due parti aziendali

 

Nursind Asti a confronto con i dirigenti AslAT. Mercoledì 24 luglio i rappresentanti del sindacato delle professioni infermieristiche hanno incontrato il Commissario dell’Asl di Asti, Giovanni Messori Ioli e il Direttore Amministrativo – Gianfranco Masoero.

Al centro dell’incontro tra le parti la spinosa vicenda del micronido del Cardinal Massaja di Asti. Nursind, rappresentato dal segretario territoriale di Asti – Gabriele Montanta, dal vice-coordinatore regionale Vincenzo Torchia e dal segretario territoriale di Alessandria – Salvatore Lo Presti, ha ribadito ai vertici aziendali l’ipotesi dell’affidamento in house (Amos) del micronido dell’ospedale. Per i sindacalisti, al momento, questa è l’unica via percorribile per il salvataggio di un servizio importante per l’Azienda, ma soprattutto indispensabile per i molti lavoratori del Massaja che hanno figli piccoli.

Il Commissario dell’Asl di Asti – Giovanni Messori Ioli – dopo aver ascoltato la proposta avanzata da Nursind ha spiegato come l’Azienda aveva già chiesto ad Amos di acquisire la gestione del micronido, ma l’azienda di multiservizi aveva rispedito al mittente la proposta affermando che il servizio non rientrava nei settori indicati nello statuto di Amos. Il tutto si era concluso con nulla di fatto.

L’incontro tra le parti è proseguito con un nuovo intervento da parte dei rappresentanti Nursind di Asti, che prendendo la parola hanno precisato come l’affidamento in house (Amos) sia assolutamente percorribile. All’articolo n.2 del regolamento consortile dell’azienda di multiservizi, infatti, è precisato come:“Altri settori di attività potranno aggiungersi, in risposta ad esigenze dei soci consorziati e/o in linea con nuove competenze eventualmente acquisite nell’ambito della Società Consortile”, una dichiarazione assolutamente in linea con quella che è l’attuale situazione del micronido del Massaja.

I vertici sindacali delle professioni infermieristiche, inoltre, hanno ribadito come il bilancio di Amos sia in attivo  – oltre che in crescita – precisando poi come il micronido aziendale possa essere un servizio a favore anche degli stessi dipendenti di Amos che lavorano al Massaja (sono circa 250), e non solo dei lavoratori Asl.

L’incontro tra le parti si è quindi chiuso con la promessa da parte dei vertici Asl di un nuovo ed immediato contatto tra l’Azienda ed Amos, un colloquio i cui risultati (si spera positivi) verranno comunicati ufficialmente dal Commissario Giovanni Messori Ioli al sindacato delle professioni infermieristiche nella giornata di lunedì 29 luglio.

Al tavolo del confronto sia Nursind che AslAT hanno sostenuto come il micronido del Massaja – per la sua importanza – dovrebbe continuare ad essere attivo, e si è anche vagliata l’ipotesi di un fondo di solidarietà come possibile soluzione per l’ammortizzamento dei costi del servizio.

“Da sempre, carta alla mano, abbiamo pensato che l’affidamento in house (Amos) del servizio fosse percorribile. Non ci spieghiamo però – afferma Gabriele Montana di Nursind Asti – come chi aveva il dovere di tutelare i lavoratori del micronido del Massaja, consultando  documenti, statuti e regolamenti non sia giunto alla stessa proposta avanzata dal nostro sindacato. Per molti forse sarebbe meglio occuparsi del benessere dei lavoratori e spendere tempo a loro favore– conclude Montana, rispondendo anche ad un intervento online di un dirigente piemontese di Cisl – piuttosto che controbattere sui social network ogni comunicazione pubblica di Nursind parlando a nome dell’Azienda, un ruolo che poco si coniuga con chi si definisce sindacalista”.