Il datore di lavoro non può licenziare un dipendente in malattia. Tuttavia, se il contratto di lavoro è a tempo determinato e giunge a scadenza, il rapporto di lavoro cessa.

La legge prevede che il dipendente colpito da uno stato di malattia inconciliabile con lo svolgimento della prestazione di lavoro ha diritto ad assentarsi dal lavoro senza subire conseguenze negative.

Una delle tutele maggiori che la normativa prevede per il lavoratore è il cosiddetto “periodo di comporto, che prevede il fatto che il dipendente non possa essere licenziato nel periodo di malattia certificato dal medico, fino ad un lasso di tempo massimo, la cui durata viene stabilita:

  • dalla legge, con esclusivo riferimento agli impiegati;
  • dal Ccnl applicabile, per tutti gli altri lavoratori;
  • in mancanza di Ccnl, dagli usi.

Nello specifico gli infermieri, la durata massima è stabilita dal CCNL comparto sanità in 18 mesi retribuiti più ulteriori 18 mesi non retribuiti (art 42), nel caso di contratto a tempo determinatoil periodo di conservazione del posto è pari alla durata del contratto e non può in ogni caso superare il termine massimo fissato dall’art. 42

Dunque, il periodo di comporto per malattia non sospende il rapporto lavorativo, che rimane in essere. Detto questo al termine del contratto, anche se il lavoratore si trovasse ancora in malattia il contatto di lavoro cessa.

 

da Laleggepertutti