Una circolare emanata dall’assessorato alla Salute Emilia Romagna, proprio a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, sta facendo discutere, ed ha visto la forte contrapposizione del M5S in consiglio Regionale.

La consigliera regionale dei 5 stelle Silvia Piccinini, che ha presentato un'interrogazione chiedendo spiegazioni in merito alla circolare che stabilisce come la somministrazione di farmaci in contesti extra-familiari, educativi o scolastici a bambini con diabete di tipo 1 non richieda la presenza di un professionista, ma possa essere eseguita da operatori non sanitari formati.

"Come hanno fatto notare alcune associazioni- afferma Piccinini- in questo modo si privano dei bambini, malati cronici, di un'assistenza sanitaria adeguata durante l'orario scolastico per affidarsi alla buona volontà di insegnanti e collaboratori scolastici visto che ad oggi non c'è nessun obbligo di legge che preveda questa pratica nelle scuole".

 

La circolare dell’assessorato dell’Emilia Romagna, ricalca il protocollo siglato dal MIUR con il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi e Società Italiana di Pediatria nel Dicembre 2018, che all’interno del Progetto “Benessere a Scuola” prevede la formazione dei docenti sulla somministrazione di alcuni farmaci che i giovani potrebbero dover assumere in caso di patologie specifiche.


La risposta dell’Assessore Venturi all’interrogazione

Vorrei essere estremamente chiaro: la Regione Emilia-Romagna non toglie alcuna assistenza ai bambini malati di diabete durante l’orario scolastico. E nessuno toglierà la presenza dell’infermiere a scuola per la somministrazione dell’insulina, se lo si chiederà: la modalità assistenziale sarà decisa dalla famiglia e dal bambino o bambina insieme al proprio pediatra. Quello che avverrà, invece, è che ci sarà una nuova opportunità – decisa assieme alle associazioni di pazienti con diabete, e con il parere positivo della Federazione che le rappresenta, e all’Ufficio scolastico regionale, che tiene conto anche degli aspetti psicologici legati alla presenza di un professionista della sanità a scuola”.

Se la famiglia lo desidera o nella scuola non vi sono disponibilità a svolgere questo compito, l’infermiere viene sempre garantito. Quindi nessuno toglie niente a nessuno”.

 

Le ragioni della circolare

Sono di tipo scientifico, nel senso che si tratta di una procedura che è stato ampiamente dimostrato che non richiede la presenza di un professionista della salute.

Infatti in Emilia Romagna, il monitoraggio della glicemia ai bambini, non prevede più la “puntura del dito”, ma la valutazione del dato attraverso un sensore posto a contatto con la pelle, assolutamente indolore, fornito gratuitamente dalla Regione.
Una volta accertata la necessità di una dose di insulina, la somministrazione avviene tramite una penna o un microinfusore. Spesso è direttamente il bambino che utilizza sia la penna iniettiva che il microinfusore, schiacciando un pulsante, sempre con la sorveglianza di un adulto adeguatamente formato.
I bambini più grandi sono in grado di autosomministrarsi l’insulina sia a casa che a scuola, con la sorveglianza di un adulto, mentre quelli più piccoli sono aiutati da un adulto adeguatamente formato (genitore o altro familiare, personale scolastico

Le ragioni della circolare sono anche di ordine psicologico, nel senso che l’arrivo in classe di un infermiere che interrompe una lezione può creare disagio, oppure l’attesa dell’arrivo del professionista sanitario, potrebbe non consentire ai piccoli pazienti di pranzare con i compagni.

 

da Bologna Today e Chiamanicittà