Roma, 15 ottobre - “Dopo i ritardi accumulati, anche per via della crisi agostana, è prioritario invertire davvero la rotta e dare al pubblico impiego segnali concreti di cambiamento. Il primo passo da compiere in questa direzione non può che essere, quindi, quello di affrontare le numerose questioni aperte. Ed il rinnovo dei contratti, reperendo finalmente le risorse sufficienti, è una di queste”. E’ quanto afferma Rino Di Meglio, segretario della Confederazione generale sindacale (Cgs), al termine dell’incontro con la responsabile del Dicastero di palazzo Vidoni.Ecco perché - prosegue Di Meglio -, come abbiamo riferito al ministro, la definizione degli atti di indirizzo non è più rinviabile per una categoria che dà tanto ai cittadini e vive il proprio lavoro come una missione”.

 

Tra le questioni messe sul tavolo dalla Confederazione generale sindacale c’è anche il nodo ancora da sciogliere legato alla contrattazione di secondo livello: “Un sindacato che decide di non sottoscrivere dei contratti collettivi nazionali di lavoro è per tale ragione escluso da tutti gli altri livelli di contrattazione e questo non è ammissibile. Al di là della palese incostituzionalità, infatti, ad essere colpite non sono soltanto le sigle sindacali escluse, ma i cittadini che esse rappresentano”. Durante l’incontro con il ministro per la Pa la Cgs ha accolto, infine, con favore l’apertura a concorsi unici anche per Regioni ed enti locali ma ha pure avanzato un pacchetto di proposte a riguardo che vanno da una semplificazione delle procedure concorsuali a una “revisione del vincolo normativo sulle graduatorie degli stessi concorsi, stabilito nella precedente legge di Bilancio, che di fatto impedisce già dal prossimo gennaio la possibilità di disporre di un bacino cui attingere per le assunzioni”.

Per il sindacato, infine, è altrettanto urgente rimuovere i paletti di legge che limitano l’utilizzo delle risorse per le assunzioni e per le retribuzioni dei dipendenti:Il tetto ai fondi contrattuali fissato dalla riforma Madia, per esempio, è un tappo che deve saltare – ha concluso Di Meglio -. Non si può infatti continuare a bloccare le buste paga dei dipendenti, ignorandone il curriculum e frustrandone il merito. Anche con questi interventi si combatte la fuga all’estero. Una battaglia che continueremo a portare avanti e nella quale speriamo di avere il ministro Dadone al nostro fianco se è vero che la sua mission è riuscire a stimolare soprattutto nei giovani l’ambizione ad entrare a far parte, parole sue, della macchina pubblica, invece di andare all’estero”.

Presente, all'incontro con il  Ministro Dadone, anche Andrea Bottega Segretario Nazionale NurSind -  Con il nuovo ministro della Funzione Pubblica, on. Dadone, sembra essere cambiata la narrazione sul pubblico impiego impiego: finalmente non si parla di fannulloni o nullafacenti ma si vuole dare dignità anche al lavoro pubblico." Il segretario Nursind ricorda che è in via di approvazione il DDL antiviolenza sugli operatori sanitari e che ad accentuare il problema delle aggressioni ha contribuito, molto probabilmente, la campagna di odio verso i dipendenti pubblici che ha caratterizzato i governi da Brunetta in poi. "Abbiamo rappresentato i problemi generali del pubblico impiego non tralasciando anche le sofferenze in sanità legate principalmente ai vincoli normativi per le assunzioni e per incrementare i salari".  Se l'appello al rinnovo dei contratti pubblici del sindacato avrà buon esito lo sapremo presto. Molti sono i problemi lasciati in sospeso dalla passata tornata contrattuale per cui c'è la necessità di ripartire presto.