I pazienti ricoverati in terapia intensiva (ICU) che sono sedati ed immobili hanno, tra le altre cose, inibito i meccanismi di protezione degli occhi, sottoponendoli ad un aumentato rischio di complicazioni. Pertanto, la cura degli occhi è una parte importante dell'assistenza infermieristica nei pazienti ventilati. Vengono utilizzati vari protocolli per la cura degli occhi. In una revisione sistemica di Joyce (2001) era stato suggerito come le coperture in polietilene fossero più efficaci nel ridurre le abrasioni corneali rispetto a colliri o pomate.

Vediamo oggi alla luce di un nuovo studio, quale metodo possa essere più efficace.

 

In una persona sana, le palpebre offrono barriere fisiche e meccaniche agli occhi contro i traumi e la disidratazione ( Parkin and Cook, 2000 ); questi meccanismi fisiologici di protezione degli occhi sono inibiti in pazienti incoscienti e sedati, a causa di una chiusura incompleta delle palpebre (lagoftalmo), una riduzione della produzione di lacrime e un riflesso assente delle palpebre. La ventilazione intermittente a pressione positiva incoraggia la stasi venosa e la ritenzione idrica, con conseguente chemosi congiuntivale (edema) ed emorragia subcongiuntivale. 

L'esposizione della cornea porta a cheratopatia superficiale, abrasioni corneali, cheratite; e nei casi più gravi, ulcerazione, perforazione, cicatrici e persino danni visivi permanenti (Cunningham and Gould, 1989 , Mercieca et al., 1999 ).

Il verificarsi di cheratopatia da esposizione o abrasioni corneali in pazienti in terapia intensiva senza alcuna misura preventiva può variare dal 40% ( Hernandez e Mannis, 1997 ) al 60% ( Imanaka et al., 1997 , Ezra et al., 2005 ). Questa incidenza di complicanze oculari sarebbe ridotta al 26% e 3,3%, rispettivamente dopo l'uso di gocce lubrificanti di metilcellulosa o di copertura in polietilene ( Cortese et al., 1995 ).

Nella revisione sistemica di Joyce (2001) , gli interventi di cura degli occhi sono stati ampiamente classificati in quattro categorie:

  • regimi di igiene degli occhi,
  • prevenzione degli occhi asciutti
  • chiusura delle palpebre
  • programma di cura degli occhi. 

Igiene degli occhi

• Pacchi sterili contenenti una boccetta di ceramica, cotone idrofilo e soluzione di acqua sterile.

• Normale toilette degli occhi con soluzione salina.

• Garze imbevute di soluzione salina o di acqua sterile.

Prevenzione dell'essiccamento

Sono stati impiegati molti approcci differenti allo scopo di mantenere il film lacrimale e facilitare la normale umidificazione corneale per prevenire l'essiccamento delle superfici oculari e comprendono:

• Camere di umidificazione in polietilene (Clingwrap, Gladwrap, Cellphane) film/coperture.

• Gocce di metilcellulosa

• Unguento di metilcellulosa (Lacrilube)

• Lubrificanti in generale

 

• Gel di poliacrilamide (Geliperm)

• Garze di paraffina (Jelonet)

• Gocce di ipromellosa (lacrime artificiali)

• Antibiotici profilattici lubrificanti.

 

Chiusura delle palpebre

Numerosi approcci sono stati impiegati per assicurare la chiusura delle palpebre ed includono:

• nastro adesivo;

• garze;

• garze imbevute di soluzione salina;

• garze di paraffina;

• cerotti/tamponi per gli occhi;

• schermi per gli occhi;

• gel di poliacrilamide;

• suture palpebrali a freddo (suture di trazione delle palpebre inferiori);

• tarsoraffia temporanea (barra laterale o mediale o sutura di Fuch).

La chiusura passiva delle palpebre effettuata dagli infermieri (come precedentemente discusso) era significativamente meno efficace nella prevenzione delle abrasioni corneali, rispetto alle pomate di lacrime artificiali (Duratears).

 

Programmi di cura degli occhi

La letteratura suggerisce che vi sono stati diversi tentativi di standardizzare l’assistenza agli occhi in terapia intensiva mediante l’adozione dei seguenti interventi: • formazione dello staff

• Impiego ed implementazione degli algoritmi di cura degli occhi

• Sviluppo di linee guida generali per la cura degli occhi

 

Per mantenere l'integrità della superficie oculare sono stati utilizzati vari prodotti e metodi come colliri, pomate, pellicole in polietilene, chiusura passiva degli occhi, nastri, gel, cuscinetti e persino tarsorrphaphy temporanea (sutura delle palpebre). 

Il più delle volte, il metodo usato dagli infermieri nella cura degli occhi si basava in gran parte sulla convinzione individuale o sulla politica aziendale( Laight, 1995 , Farrell e Wray, 1993 ). 

Lo studio

Sono stati reclutati centoventi pazienti ventilati ricoverati nell'unità di terapia intensiva (ICU), sono stati assegnati in modo casuale a ricevere coperture in polietilene o unguento oculare alla lanolina per prevenire abrasioni corneali.

Un test di colorazione alla fluoresceina è stato eseguito dal team oculistico quotidianamente e poi settimanalmente per rilevare eventuali abrasioni corneali.

Con l'implementazione di un protocollo standardizzato per la cura degli occhi, la copertura in polietilene si rivela più efficace nel prevenire le abrasioni corneali rispetto all'unguento alla lanolina. Un ulteriore vantaggio della copertura in polietilene è quella di essere una barriera fisica per la protezione degli occhi.

 

Raccomandazioni in base ai risultati dello studio

• La cura degli occhi deve far parte dei provvedimenti rivolti a tutti i pazienti in ICU (Livello II).

• Le pomate e le gocce sono più efficaci nel ridurre l’incidenza abrasioni corneali rispetto a non effettuare instillazioni oculari. (Livello II).

  • Bendaggi in polietilene (Gladwrap) sono più efficaci nel ridurre l’incidenza delle abrasioni corneali rispetto alle gocce ed alle pomate. (Livello II)

 

Da: Comparing the effectiveness of polyethylene covers (Gladwrap™) with lanolin (Duratears®) eye ointment to prevent corneal abrasions in critically ill patients: A randomized controlled study