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Licenziamento. Legittimo per l’abuso anche di un solo giorno di permesso 104. La sentenza

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 27/01/2020 vai ai commenti

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L’abuso di alcuni permessi legge 104 è giusta causa di licenziamento, ad affermarlo la Corte di Cassazione con la sentenza n. 1394 del 22 gennaio 2020.
La Suprema Corte ha precisato che la fruizione dei suddetti permessi deve porsi in relazione causale diretta con l’assistenza al disabile, e non in funzione meramente compensativa dell’impegno offerto per prestare assistenza.

La vicenda
Il datore di lavoro dava disposizione ad una agenzia investigativa di controllare il dipendente beneficiario dei permessi legge 104 ottenuti per assistenza al padre disabile.
Dalle indagini emergeva che nei giorni di permesso, il lavoratore si era recato dal padre solo 15 minuti, utilizzando la pausa pranzo e non l’orario concesso per il permesso.
Per questo veniva licenziato dalla Banca di cui era dipendente.
Il lavoratore ricorreva contro la decisione datoriale.

La decisione della Cassazione
Per la Cassazione, il ricorso non merita accoglimento.
Il dipendente che utilizza i permessi per esigenze diverse da quelle dell’assistenza al disabile, viola i principi di correttezza e buona fede, sia nei confronti del datore di lavoro che dell’Ente assicurativo, con rilevanza ai fini disciplinari.
Il diritto a fruire dei tre giorni di permesso è direttamente connesso all’assistenza al disabile o con pratiche diverse come lo svolgimento di incombenze amministrative, purché  nell’interesse del familiare stesso.